Home page

WEB CAM
TORBOLE

HOTEL BENACO«««
Via Benaco,18 • TORBOLE SUL GARDA • TN • ITALIA
Tel. r.a. 0464 505364 • FAX diretto 0464 505973
E-mail: info@onbenaco.com 

Camere&Ristorante | Prezzi | Pacchetti | Booking | Last Minute | Map Location | Gallery Hotel | Gallery Torbole | Galleria dipinti | Links | Storia

 

HOTEL RISTORANTE BENACO 1908-2008

di Claudio Nodari

 

1729 Le origini

Come molte storie simili, anche quella dell’Hotel Benaco inizia in un tempo lontano senza data. Il porto di Torbole con il suo contorno di case colorate, fra cui quella che ospita oggi l’albergo, esiste da tempo immemorabile. Ed anche la famiglia del nostro antenato Mandelli Francesco fu Francesco morto il 21 maggio 1897 a Torbole appare nei registri parrocchiali a Torbole già dalla fine del 1600.


1729 schizzo del porto di Torbole si nota già l’edifico che oggi ospita l’Hotel Benaco
Documento conservato presso il museo Tiroler Landesmuseen di Innsbruck.

 

1896 l’antica “Trattoria alla Vittoria”

La L’edificio che oggi ospita l’Hotel Benaco è presente in tutte le foto e stampe antiche conosciute di Torbole. La prima stampa-incisione su pergamena del corollario di edifici sul porto di Torbole che abbiamo trovato è del 1729. A quel tempo la casa imperiale d'Austria condusse un’indagine su approdi abusivi nella zona del Linfano e immortalò in uno schizzo il porto di Torbole, dove era il comando di confine, per dare una idea delle distanze dai luoghi in oggetto. Scarni disegni di un paesino di confine povero ma dignitoso in balia di conquistatori e periodici cambi di governi. La nostra famiglia da parte di nostra nonna Vittoria Mandelli (1906-1991) è ben radicata a Torbole e dagli archivi risulta essere presente fina dalla fine del 1600, anni in cui fu istituito il registro dei battesimi.
Fino al 1906 l’Hotel Benaco era una semplice trattoria con mescita di vino, cibo e servizio di alloggio.
Questa “Trattoria alla Vittoria” era però solo una delle aziende che la famiglia Mandelli fu Francesco aveva intrapreso già dall’ottocento a Torbole. Molto prima della morte del padre avvenuta nel 1897, i fratelli Francesco, Pietro Lino, Giovanni Battista e Giulia si erano a tutti gli effetti costituiti come ditta. Tanto è vero che alla lettura del testamento del padre le “sostanze” erano state già divise affinché restassero ai quattro fratelli le aziende produttive. Fra queste ricordiamo la conduzioni dei mulini e dei forni a Torbole, la conduzione della peschiera dei conti d’Arco sulla foce fiume Sarca, il taglio di boschi, gli orti, i vigneti il commercio di primizie con l’Austria, lo spaccio di generi di monopolio. Tutti i quattro fratelli si occupavano indistintamente degli affari comuni e vivevano tutti insieme con le loro famiglie a Torbole nella odierna casa Nodari di via Matteotti.
Curiosamente la figura centrale della ditta era una donna: Giulia Mandelli (1847-1915). Giulia aveva studiato a “far di conto” presso una scuola a Bogliaco località d’origine della sua mamma Caterina Truzzi (1824-1891). L’italianità della famiglia era ben nota ma nell’Austria mitteleuropea il rispetto per le etnie era sacro e solo a ridosso della prima guerra mondiale la famiglia ebbe qualche problema politico.


Torbole il porto animato con l’antica Trattoria in un bel quadro della metà del 1800

 


Il porto di Torbole, dietro le barche la Trattoria alla Vittoria fine 800’

 

Della “Trattoria alla Vittoria” si hanno notizie scritte nel 1896 allorche negli indirizzi della Camera di Commercio di Rovereto viene inserito Mandelli Francesco di Francesco di professione trattore. Per trattore all’epoca si intendeva, ufficialmente, colui che offriva cibi e bevande ma non alloggio. Nello stesso indirizzario era anche inserito Francesco Mandelli senior con la attività di bettoliere, ossia colui che vende vini e bevande al minuto.
Il fatto che non risulti negli atti della Rappresentanza Comunale alcuna domanda, fra quelle fino 1896, di concessioni per somministrare cibi e dare alloggio a nome di Mandelli Francesco e fratelli ci fa presumere che la trattoria esistesse già, visto che altrimenti avrebbe dovuto richiedere una autorizzazione, come in altri casi trovati nell’archivio comunale.
Ulteriori informazioni sulla presenza della Trattoria si hanno da racconti e testimonianze, da fonti fotografiche e dal giornale locale “Il Baldo” di Riva che la cita direttamente e non, per almeno tre volte:
Fino al 1906 l’edificio, che allora era al n° civico 34 di Via del Porto (mentre in seguito l’Hotel Benaco avrebbe dato il nome alla via stessa, a tutt’oggi via Benaco appunto) era di qualche metro più basso di oggi ed ospitava la casa paterna della famiglia Mandelli con la loro “Trattoria alla Vittoria”.
Una prima volta riguardo un articolo che stigmatizzava, attraverso qualche episodio, la lentezza della posta in quel periodo:

Da “Il Baldo” 19.02.1899
[..]Il giorno 10 si spediva da Torbole una relazione su di una festa data al corpo della Guardia di finanza nell’esrecizio della ved. Mandelli[..].

Una seconda volta scrivendo dell’arrivo della luce elettrica a Torbole, si parla della banda di Riva che era stata invitata per l’occasione:

Da “Il Baldo” 01/1900
[..]mentre i suonatori si recavano alla trattoria “Alla Vittoria”[..].

Infine la si cita in occasione di una passeggiata organizzata dalla fanfara sociale di Riva:

Da “Il Baldo” 05.05.1902
[..]A Torbole alla Trattoria alla Vittoria ebbe luogo una modesta refezione[..]

 

1906 L’incendio della antica “Trattoria alla Vittoria”

 


Torbole 1888

 

La storia dell’antica osteria si conclude con il furioso incendio del 15 luglio 1906, una domenica sera, al termine di una tranquilla e calda giornata d’estate.

Così inizia la storia più recente dell’edificio che oggi ospita il nostro Hotel Benaco, dalle ceneri fumanti di una antica trattoria ottocentesca sul porto di Torbole sul Garda, chiamata “Alla Vittoria” nasce un moderno albergo stile neoclassico dotato di comodità per l’epoca all’avanguardia. Dopo cento anni oggi la proprietà e la gestione dell’hotel è di un ramo della stessa famiglia che iniziò questa avventura, siamo quindi certamente alla quinta generazione, se non oltre.

Ecco la trascrizione integrale dell’articolo del giornale locale d’epoca “L’eco del Baldo”, con le testimonianze del tempo, insolitamente ampie.
L’articolo è interessante non solo per la vicenda dell’osteria ma anche perchè apre uno squarcio vivido, seppur con toni enfatici, su molti personaggi che rappresentavano ad inizio secolo la struttura socio politica della comunità di Torbole.

           
Ricettario della famiglia Mandelli di fine 1800                               1905 piccole venditrici di fiori davanti alla “Trattoria alla Vittoria”
 

Da “L’Eco del Baldo” 17.07.1906
IL GRAVE INCENDIO DI TORBOLE

Domenica sera, verso le 21.30, coloro che erano fermi a goder l’aria fresca del lago in piazza Catena, potevano ammirare un insueto spettacolo.
Torbole presentava l’aspetto d’un fantasmagorico castello stranamente illuminato di rossi bagliori.
ond’è che subito i rivani si accorsero dell’incendio, ivi sciaguratamente scoppiato.
E noi presa una carrozza tostò ci recammo sul luogo del disastro dove potemmo constatarne tutta la gravità e i seri pericoli.
Se per disgrazia, fosse stata quella di Domenica una notte di vento, Torbole avrebbe corso il rischio d’essere ridotta ad un ammasso infuocato e calliginoso.
Fortuna volle pertanto che tali Civettini Cristoforo e Carmelini Alessandro si accorgessero subito delle fiamme che bruciavano la parte superiore della casa dov’è l’albergo Vittoria di proprietà dei fratelli Mandelli di Torbole.
Scene strazianti avvennero allora fra le mogli dei pompieri della nuova squadra di Nago-Torbole, comandati dall’ispettore Eugenio Barcelli, i quali erano alle loro prime armi e da codesto incendio ricevevano il battesimo del fuoco. Sopraggiunsero intanto fra i più vivi applausi i bravi pompieri nostri comandati dall’ispettore Poli; a qualche distanza di tempo giunsero anche quelli di Arco, e tutti uno dopo l’altro s’accinsero all’opera d’isolamento e di spegnimento.
Fra le urla di terrore delle donne e lo spavento degli uomini crollò intanto tutto il comunicare della casa, travolgendo con sè i fili elettrici laonde il paese rimase completamente all’oscuro.
Presente e assai utile fu sì per lo spegnimento che per il buon ordine il barone Bianchi duca di Casalenza concepista Capitanale. Veniva in questo frangente lesa un po' anche la casa del dott. Stefenelli, nonchè quella del Barone Beust e il caseggiato adibito alla finanza.
Il reggente la dogana italiana e facente funzioni di ricevitore sig Schnizler Alberto coadiuvato strenuamente dal caporale Rossi Carlo riuscì, con evidente danno della mobilia a portarla fuori, per la fretta facendola magari saltare dalla finestra; sua moglie Teresa ed i figli Mario di 7, Angelo Emo di 5 e Iolanda di 3, furono costretti a ricoverarsi nel locale adibito alla visita bagagli.
Anche la finanza tedesca si adoperò validamente a spegnere l’incendio; notammo fra i presenti l’I.R. commissario superiore delle guardie di finanza sig. Luigi Spinella nonchè il comandante il distaccamento di Riva (città) Cia Marco e quello del porto Dal Marco Isidoro. Anche il nostro ingegnere Achille Eestival fu tra i primi accorsi.
Verso le una, l’incendio era completamente estinto; e il danno subito dal proprietario che è pero assicurato al “Danubio” fu di circa 20mila corone.
Furono arrestati certi Botti Pietro fu Natale d’anni 30 e Albini Andrea di Paolo d’anni 20 ambedue di Virletreponti (prov. di brescia) tagliapietre di professione, perchè salirono mezzo ubriachi verso le nove, nella casa ove più tardi scoppio l’incendio.
Si opina che essi in qualche maniera inavvertitamente abbiano appiccato il fuoco. Ora permangono in arresto.

DA TORBOLE 16 luglio
Ci scrivono:
Nello spegnimento del disastroso incendio di Casa Mandelli in Torbole vanno tributati speciali e meritati encomi anzitutto al Corpo dei Pompieri Comunali di Nago e Torbole coi loro intrepidi Comandanti Signori Barcelli Eugenio e Pietro Vivaldi, il quale primo specialmente con rara abnegazione fu sul teatro della sciagura tutta la notte fino a giorno inoltrato, inculcando ovunque ogni energia e perizia onde vincere il panico e confusione inevitabile in simili casi.
Instancabile, come sempre, fu pure il Capo Comune sig. Polidoro che il primo fu a dare l’allarme telegrafando alle città limitrofe per soccorsi e moltiplicandosi per cento ovunque.
Un bravo sincero e speciale ai Civici Pompieri di Riva ed Arco coi loro impareggiabili Capi e sergenti al cui valore ed atrezzi perfezionati unicamente si deve se il fuoco venne domato e circoscritto.
Altro atto veramente magnanimo coraggioso e che merita di essere segnalato alla pubblica ammirazione venne compiuto dal sig. Barone Emilio Rohn I.R. Capitano del Genio, che sfidando le fiamme impavido riusciva ad attraverasare ed a condurre in salvo il misero ed infermo vecchio Graziadei, maestre pensionato, portandolo a braccia dall’ultimo piano fra la trepidazione generale e sottraendolo per tal modo al vorace elemento che in pochi istanti lo avrebbe inghiottito.
Furono pure attivissimi e degni di lode gle egregi Primi Tenenti di Artiglieria sigg. Stastny ed Eduard Schreiber, nonchè l’i.r. Guida di Finanza sig. Chiusole che con esempio non comune tanto cooperarono al mantenimento del buon ordine ed a portare il loro valido aiuto ove il bisogno più lo richiedeva.
Altrettanto dicasi del sig. Barone Bianchi i.r.Commissario Capitanale, sig. Dr. Segalla i.r. Medico dist., dell’esimio Amministratore ufficioso di Riva, nonchè ai Comandi degli ii.rr. Corpi di Gendarmeria di Nago, Riva ed Arco ed all’i.r. Guardia di finanza coi suoi ottimi Commisasri, nonchè alla Guardia di Finanza Italiana composta dai sigg. Schnitzler Alberto e Rossi Carlo primi e solleciti ad accorrere sul posto e che saggiamente contribuirono con tutte le loro forze alla proficua opera di salvataggio.
Non va dimenticato poi l’illustre Ing. Estival cl suo assistente che sollecitamente seppe scongiurare serie ed inevitabili disgrazie col pronto taglio ed isolamento della corrente elettrica.
Da ultimo pio una lode sentita e spassionata ai coraggiosi pompieri Mandelli Arrigo, Barcelli Addone coi cittadini Tazzoli Arturo, Stefenelli Ersilio, Bertolazzi Livio e tanti altri che ora sfuggono i quali erano sempre sopra le fiamme sprezzando il pericolo della propria vita per isolare il fuoco, osservando che il primo nel tagliare il coperto di gronda della casa ardente, rimaneva miracolosamente incolume a cavalcioni di un muro.
Si sente poi il dovere di ringraziare sentitamente quelle brave ed intrepide giovani spose che con emulazione non comune seppero apportare all’opera con secchi d’acqua e simili dove più inferiva il pericolo e ciò a disdoro di qualche terrazzone che osservava inoperoso tanta sciagura.
Un grazie anche ai militari ed ai Naghesi che accorsero in massa ad apportare l’opera loro in tanta frangente.

Alcuni Censiti torbolani


Torbole 1900 c. Lavandaie  al porto oggi piazza alpini 

 

Ancora oggi qualche persona più anziana mormora si dicesse che l’osteria fosse stata dolosamente incendiata per accedere all’assicurazione di ben 20.000 corone sull’immobile.
La cronaca che abbiamo raccolto sembra però escluderlo, sia perchè i responsabili dell’incendio si trovarono, sia perchè un incendio doloso nel centro del paese era obiettivamente incontrollabile.
Resta il fatto che l’erezione dell’hotel Benaco rappresentava per la ditta dei fratelli Mandelli un punto irrinunciabile del loro progetto imprenditoriale. Avevano con arguizia individuato un ramo economico dove diversificarsi con successo, capendo l’esigenza che ormai il turista aveva di soggiorni più agevoli e confortanti che non osterie o case private.
Con l’incendio della sera di domenica 16 luglio 1906 si chiude per la antica osteria “alla Vittoria” il capitolo ottocentesco e si apre quello del moderno turismo del novecento.

 


Schizzo di Torbole dat.1864 collezione Hotel Benaco

               
 Schizzi di Torbole dat.1864 collezione Hotel Benaco

 

1906-1908 La trasformazione in Hotel Benaco

 


1907 punteggi sull’Hotel Benaco il restauro ed ampliamento procede velocemente
(per gentilissima concessione della Fondazione G. Negri di Brescia)

 

Torbole ad inizio secolo disponeva praticamente di un solo “Hotel” in senso moderno: il “Lago di Garda”. La costruzione dell’hotel Benaco rappresentò uno dei primi investimenti rilevanti in campo alberghiero di una famiglia di Torbole sul Garda.

 


Guida turistica tedesca del 1908         collezione Hotel Benaco

 

Il passaggio dalla piccola “Trattoria alla Vittoria” con annesso servizio di alloggio, come risulta dalle cronache dell’epoca, all’Hotel Benaco con servizi tipici dello standard di un albergo primo novecento, è emblematico dello sviluppo che è in atto. Si è da tempo capita l’importanza di questa nuova economia e si comincia ad investire seriamente in essa.

 


Primo stemma dell’Hotel Benaco 1908

 

La parabola imprenditoriale della ditta Mandelli composta dai quattro fratelli , Francesco, Giovanni Battista, Pietrolino e Giulia, si può certamente considerare tipica di questa fase di cambiamento ed ormai al suo apice. I fratelli costituiscono a tutti gli effetti una ditta che opera a nome di tutti e quattro i soci, come appare dai documenti privati e dai libri catastali., che detiene molte proprietà terriere che coltiva anche ad ortaggi (broccoli, asparagi soprattutto) che esporta direttamente in Austria da cui importa sale(1).
La fortuna economica della ditta, fu certamente legata al territorio ed alla capacità che i nostri avi ebbero di imporsi in anni difficili durante tutto il secolo XIX, nella produzione e commercio di prodotti agricoli e nella gestioni di punti di smercio di beni di monopolio (pane-tabacchi-pesce). Furono certamente il cipiglio e l'intraprendenza forse eccessiva che suscitò qualche invidia (che poi riscontrai in qualche intervista che feci negli anni 1986-88 ad anziani del posto) legata poi alla dichiarata fede irredentista nazionalista-italiana. Attivi nella Rappresentanza comunale i Mandelli furono anche coinvolti in un processo per l’espatrio clandestino in Italia di giovani irredentisti. Ciò fu pagato a carissimo prezzo nel 1915 quando tutta la famiglia fu costretta al confino politico nel campo di Gross-Sieghart, nell’Austria del nord-est sopra Vienna al confine con la Slovacchia. Le condizioni di vita li erano allucinanti e i fratelli capirono subito che l’unico modo di sopravvivere per loro ed i loro molti figli, era almeno cercare di uscire dal campo di confino. Così pagarono di tasca loro l’affitto di una casa fuori dal campo e si resero disponibli a firmare il libro di confino tutti giorni presso il campo.

 

       
Collezione Hotel Benaco

 


contabile Famiglia Mandelli 1911-1915

 

Una esperienza tremenda, tre anni di privazioni e stenti che lasciarono una traccia dolorosa su tutta la generazione successiva.
Ma per capire dove arrivò il patrimonio per costruire ed allargare l'Hotel Benaco vale la pena di di aprire uno squarcio vivido sui beni di famiglia in questo ci aiuta il testamento di Francesco Mandelli senior che nel 1897 muore lasciando un indicazioni precise da cui si desumono altre divisioni antecedenti.
La ditta Mandelli gestisce uno spaccio (oggi 2004 Tabacchi Vittoria a ricordo di nostra nonna, e gestito direttamente anche dalla nostra famiglia dal 1997 al 2004). Già dal 1895 ottengono a varie riprese mutui bancaria
(2) per alcune decine di migliaia di Corone, gestiscono il mulino dei conti d’Arco a Torbole e il panificio (oggi Pizzeria Bellavista e cantina di casa Nodari), la Pescaia alle foci del Sarca e appunto la Trattoria” alla Vittoria” sul porto di Torbole.
A due riprese i fratelli Francesco e Pietrolino sono pure eletti nella Rappresentanza comunale di Nago Torbole.
Non mancano quindi i capitali per un’impresa nuova e moderna come la costruzione di un albergo.
Del resto il momento è magico per Torbole. Sta per essere terminato Grand Hotel Torbole, albergo di lusso con 85 stanze
(3) -oggi ex Colonia Pavese-, visto anche dalla Rappresentanza comunale come volano della nuova vocazione turistica torbolana al punto tale che la stessa decide un contributo di 20.000 Corone nell’acquisto dei terreni necessari. cfr docum. arc. comun.
La spinta definitiva nella decisione di trasformare la trattoria Alla Vittoria in hotel si ha quindi nel luglio 1906 quando la Trattoria viene distrutta dal vasto incendio.

 


Progetto del nuovo Hotel Benaco 1906 ( presso archivio comunale di Nago Torbole)

 

Ma come si sviluppa concretamente questo progetto?
Una chiara ed esauriente risposta l’abbiamo trovata negli archivi storici del comune di Nago Torbole, dove sono ancora ben conservati molti documenti riguardanti permessi di fabbrica del primo novecento.

23.07.1906
“Onorevole Municipio
(4)"
In seguito all’incendio sviluppatosi di recente nella casa del sottoscritto, sita in Piazza del Porto al civ. n°-35, è necessario passare tantosto alla ricostruzione della copertura.
E’ poi ferma intenzione della scrivente di riattare e restaurare interamente la casa in parola, e per qualche men presenterà analogo progetto.
Perciò, in visita del prossimo restauro, sarebbe necessario che la prossima copertura venisse collocata di m. 4.00 più in alto del piano attuale. Gli è per questo che il sottoscritto si raccomanda vivamente per ottenere al più presto possibile il relativo permesso ed in tale attesa ne anticipa i più sentiti ringraziamenti. Torbole, li 23 Luglio 1906 Devot..mi Francesco Mandelli e fratelli.”
25.07.1906

A neanche una settimana dall’incendio veniva convocata l’ispezione e la trattativa di fabbrica
“Currenda
(5)"
I signori Mandelli Francesco e fratelli presentò istanza per la ricostruzione ed alzamento della copertura della propria Casa N 35_ testè incendiatasi.
Onde passare alla prescritta ispezione e trattativa di fabbrica, questa Deputazione Comunale in base al art 46 del Regolamento edificio del 15 ottobre 1900- ordina un Commissario sopra luogo per il giorno di Venerdì 27 luglio ore 3 ½ pomeridiane- al quale s’invitano a intervenire anche i confinanti onde far valere le loro eventuali ragioni ed eccezioni a scanso di preclusioni
Dal Comune di Nago-Torbole 25 luglio 1906
Il Capo Comune Polidoro.
27.07.1906
Tempismo di altri anni, nel giro quindi di una decina di giorni dall’incendio e già pronto un:
“Protocollo
(6) aperto nella Cancelleria di Torbole, 27 Luglio 1906.
Oggetto: In seguito ad Istanza di Mandelli Francesco e fratelli tendente ad ottenere il politico permesso di ricostruzione della copertura[...]
(7)”. I confinanti, Ing. Stefenelli Pietro, Fam. Montagni Giuseppe e Eredi Bertamini Giovanni espongono dettagliatamente tutte le loro eccezioni. In cocnclusione: Il perito Mandelli Antonio non ha nulla da apporre al progettato alzamento[..]. Il Capo Comune presidente della commisione[..] la progettata fabbrica è ammissibile nei pubblici riguardi.
29.08.1906
Accolta la domanda i fratelli Mandelli presentano il progetto definitivo
“Lodevole Municipio
(8)“, Con riferimento al recente decreto municipale col quale veniva accordata la ricostruzione ed alzamento[..] i sottofirmati si pregiano ora produrre il progetto definitivo del meditato restauro[..]. Torbole, 29 Agosto 1906. NB Il caseggiato verrebbe adibito ad uso trattoria ed albergo. Fratelli Mandelli fu Francesco. ”

Per la prima volta viene sottoscritta ufficialmentre la volontà di realizzare sulla vecchia casa-osteria un albergo in senso moderno come il progetto inequivocabilmente mostra

         

                                             foto su vetrino 1900 circa                                                                 Progetto del 1906(9)
 

03.09.1906
Viene approvato il progetto definitivo

“Protocollo(10) nella Cancelleria Com. di Torbole 3 Settembre 1906.
[..]Il perito non ha nulla da opporre a condizione che venga costruito giusto il progetto ed a regola d’arte.
Il Capo Comune [..] nulla ha da eccepire[..].”

18.02.1907
I fratelli acquistata la casa della famiglia Montagni (ora ala nord-ovest dell’hotel) ne chiedono la ristrutturazione ed adattamento al resto del progettato Hotel Benaco.

“Lod. Comune di Nago - Torbole.
[..]con riferimento al permesso di fabbrica già ottenuto[..] si produce un nuovo progetto in doppio esemplare per la ricostruzione della propria casa già Montagni al Civ. 34 confinante con loro stessi[..]
Torbole 18 febbraio 1907
Fratelli Mandelli fu Francesco.”

Permesso che viene accordato il 7 marzo

 


Sezione del progetto Hotel Benaco 1906

 

07.03.1907
Viena approvato il progetto, ma iniziano delle controversie con gli eredi Bertamini.
E’ interessante a questo proposito notare come l’antica struttura a “volta” di molti locali fu cancellata a scapito del più moderno stile neoclassico. Questo aveva preoccupato non poco i vicini che temevano per la stabilità dei muri di confino.

Protocollo(11) nella Cancelleria Com. di Torbole 7 Marzo 1907
[..]Per i confinanti sig.i Bertamini[..]. Si oppone poi alla demolizione dell’avvolto reale che forma l’ingresso alla nuova fabbrica perchè con tale opera viene indebolita e messa in pericolo la muraglia a mezzodì dei confinanti[..].
Il Capo Comune [..] è ammissibile nei pubblici riguardi[..].”

In ogni caso fu completamente stravolta l’antica e certamente più caratteristica architettura dell’edificio.

09.06.1908
A ventun mesi dall’inizio dei lavori di ricostruzione i fratelli Mandelli arrivano alla conclusione dei lavori. Per la prima volta si accenna al nome dell’hotel: sarà Benaco.

“Istanza(12)
Onorevole Municipio!
I sottoscritti si permettono avvertire che il nuovo fabbricato, uso albergo (Hotel Benaco) di loro proprietà situato in Via del Porto e Piazza Nuova, è ora completamente ultimato e pregano che sia loro rilasciata:
a) Il decreto di ultimazione
b) Il decreto di abitabilità. Confidando di ottenere una sollecita[..].
Torbole, li 9 Giugno 1908.
Francesco Mandelli e fratelli.”
Rilasciato consenso di abitabilità e ultimazione [..] il giorno 15 Giugno 1908.”

11.07.1908
Ultimati i lavori del complesso centrale dell’hotel Benaco viene presentato il progetto di fabbrica della terrazza ad ovest. Purtroppo non ci resta che un parere dell’Capitanato distrettuale in merito a questo progetto che rientrava certamente nelle esigenze irrinunciabili di un hotel dell’epoca. Un turismo fatto più di lunghi soggiorni e visioni forti che di vita sportiva. L’hotel Benaco doveva quindi offrire un balcone sul lago cosa che riuscì perfettamente. Pensiamo infatti che all’epoca il lago rientrava molto di più verso nord in via Benaco e le case e gli alberi che ora ostacolano la vista dalla terrazza non c’erano.

Al sign. Capo Comune Riva 11 Luglio 1908

 


Foto terrazza-veranda hotel Benaco 1908                          collezione Hotel Benaco

 

06.11.1908
Viene fatta domanda per alzare la casa su piazzetta benacense, facendola rientrare come uso Dependace dell’Hotel Benaco.

 

         
1910 c l’altro Hotel gestito dalla famiglia Mandelli a Torbole: l’albergo Trentino

 

1908 L’INAUGURAZIONE DEL NUOVO HOTEL BENACO

 


1908 primo depliant dell’Hotel Benaco si noti la foto in basso quanto il lago rientrava rispetto all’oderna stradina

 

Possiamo quindi ragionevolmente porre al giorno 15.06.1908 l’apertura ufficiosa dell’hotel Benaco, poichè infatti di aperture ufficiali ce ne furono almeno due: una il 22.07.1908 e l’altra il 20.09.1908.

Da “L’Eco del Baldo” 21.07.1908: “Domani avrà pure luogo l’apertura del nuovo Hotel Benaco, che sorge sul porto. Il nuovo albergo, messo con molto lusso, è diretto dai fratelli Mandelli i Torbole, ai quali auguriamo buona fortuna.
Da “L’Eco del Baldo” 21.09.1908: “Ieri alle 14 ebbe luogo la solenne inaugurazione dell’hotel Benaco con l’intervento della vostra brava Banda Cittadini, fra vari invitati ed una folla grandissima di cittadini, in gran parte di Riva. Tutte le sale e la terrazza erano stipate.
I pezzi del bellissimo programma musicale furono calorosamente applauditi. Per tutta la giornata ha continuato il movimento nell’ albergo. Ed ora auguriamo agli intraprendenti Fratelli Mandelli fu Francesco i migliori affari, perchè veramente meritano e l’elegante albergo merita tutte le fortune.

Qualche giorno prima dell’apertura ufficiale del 21.09.1908 ci fu una visita da parte di qualche redattore dell’ ”Eco del Baldo” che ci ha lasciato una interessante e accurata descrizione di come si presentava l’hotel Benaco all’apertura.
Davvero una fortuna che toccò pochi alberghi della zona quella di una così dettagliata e precisa descrizione e pubblicità, sicuramente le non celate idee irredentiste della famiglia Mandelli aiutarono.

Da “L’Eco del Baldo” 17.09.1908: “..Abbiamo voluto visitare minutamente l’albergo e siamo rimasti ammirati per la proprietà, l’eleganza, le comodità, tanto che può gareggiare con alberghi di primo ordine per il comfort che possono trovare i forestieri. I signori Mandelli da lungo tempo accarezzavano l’idea dell’erezione di un albergo nazionale a Torbole e l’incendio di due anni fa è stato quello che ha data la .. .Il signor Annibale Sforzellini è stato il progettista e l’imprenditore dei lavori. Egli con una pazienza ed una intelligenza ammirabili ha saputo sulle fumanti rovine della casa alzare l’albergo, dovendosi servire però dei muri maestri rimasti intatti. E qui sta il merito, perché ha saputo dare al nuovo fabbricato una tale progettazione che tutti i locali sono disobbligati e l’albergo oltre essere provvisto al pian terreno di un caffè, di una sala ..ria e -con ingresso completamente separato- di un’osteria, e al primo piano di una elegantissima sala da pranzo, di una recentissima sala di lettura, gabinetti particolari, ecc.;ha inoltre trenta stanze da letto, in gran parte al presente occupate. Il mobiglio fornito dal sig. Vigilio Baroni, proprietario dell’Emporio Commerciale Tridentino di Riva, è di molto lusso, quale raramente si vede in altri alberghi di maggiore importanza. E’ tutto mobiglio di Vienna, così pure i tappeti, i tendaggi, i quadri, gli eleganti vasi che in ogni luogo si trovano. Le pitture semplici ed eleganti furono eseguite dal Ferrari di Riva, un artista moderno che lavora con molta coscienziosità. La ringhiera è un vero capolavoro del Furioli di Torbole. Le stanze da letto poi sono elegantissime , quasi tutte con mobili chiari , con eleganti toilettes in marmo con accessori in finissima porcellana. Al primo piano una terrazza in cemento armato si protende sopra il giardino di casa Stefenelli (oggi Hotel Geier ) , da dove si domina l’incantevole lago. Anche dalla parte principale, sebbene la casa vicina sporga, la vista del lago non è tolta, perché si vede tutto il porto, fino oltre il pontile del piroscafo. L’albergo ha una cucina sempre fresca, munita di varie vivande, confezionate da una bravissima cuoca pure di Torbole. I signori Mandelli meritano tutti gli elogi, perché hanno dotato Torbole di un elegante albergo nazionale, ben condotto, e meritano di essere incoraggiati, perché pieni di iniziativa e di slancio. Auguriamo quindi che le comitive di rivani ed archesi, che fanno spesso capo a Torbole frequentino d’ora in poi l’Hotel Benaco, dove troveranno ogni ben di Dio. Se Torbole avesse diverse persone come i fratelli Mandelli, in pochi anni il paese avrebbe uno sviluppo enorme. A loro gli auguri nostri vivissimi per ottimi continui affari.”

L’attivita dell’hotel Benaco fu fino alla Grande Guerra sicuramente serena e remunerativa. Era si un albergo per forestieri, ossia turisti da fuori, ma si coniugava anche felicemente con feste ed avvenimenti che coinvolgevano tutta la comunità. Bisogna anche pensare che allora erano ancora pochi gli alberghi a Torbole e quelli che si fregiavano del titolo di “Hotel” erano solo tre.

Da “L’Eco del Baldo” 23/02/1909 “Ieri sera all’Hotel Benaco ebbe luogo una festa da ballo con intervento di maschere che durò fino a stamane alle 5 senza alcun incidente. La festa fu brillantissima.”


Foto scherzosa famigliare sulla carrozza dell’Hotel Benaco nel cortile dell’odierno.

 

Da “L’Eco del Baldo” 3/10/1909: “Con domani nel giardino dell’Hotel Benaco cominceranno le rappresentazioni del cinematografo “Elsa”. Auguriamo buoni affari.”

Da “L’Eco del Baldo” 10/06/1912: “Il prof Ghirotti all’hotel Benaco. Ieri sera nella sala partèrre dell’hotel Benaco ha avuto luogo una straordinaria Veglia Misteriosa del noto artista Prof Ghirotti. La sala era stipata di gente accorsa per passare due ore di lieto godimento e per ammirare la bravura veramente singolare, dimostrata dall’egregio professore.
Piacquero moltissimo tutti gli esrecizi e giuochi compiuti, in particolar modo è stato assai gustoso quello dei nomi e relativi numeri, in cui il prof. Ghirotti dimostrò di possedere una memoria strabiliante. Anche il della cenere nera da cui fece scaturire innumerevoli pezzettini di carta, poi un numero infinito di bandierine, infine un bandierone di quasi due metri, riscuotendo generali applausi degli spettatori, che estasiati e attenti assistettero al giuoco

 

             
Cartolina pubblicitaria 1910 c. si noti sul retro dell’Hotel come il lago avanzasse notevolmente, rispetto l’odierno fronte, di almeno 30-40 metri

 

L’hotel si trovava su tutte le principali guide dell’epoca dove partecipò anche con inserzione pubblicitarie.
Una delle prime pubblicità dell’hotel Benaco sulla “Guida di Riva-Torbole e dintorni” ed.F. Miori del 1911.

 


Da “Guida del trentino” di Cesare Battisti 1913 :Hotel Benaco-25 stanze -Grande terrazza-Bagni-Camera oscura-.

 


Schedina di Notifica 1912 c.

 

1915-1924 l’abbandono il confino in Austria ed il ritorno LA PRIMA GUERRA MONDIALE

 

Nel 1915 iniziano i drammi per la famiglia: lo scoppio della guerra che vide l’intera famiglia profuga prima a Groß-Sieghart in alta Austria e poi ad Heiligenberg sempre in Austria.
Ma soprattutto la morte di Giulia Mandelli (1847-1915) che era, secondo testimoni come la nipote Vittoria Mandelli (1906-1991), la vera mente imprenditoriale e ragioniera della ditta Mandelli.

 


Passaporto austriaco di GiovanniBattista Mandelli (nonno materno di Giovanni Nodari)

 

Con il ritorno dall’Austria la famiglia si rimboccò le maniche imbastendo le pratiche per ricevere contributi e danni di guerra (ingenti soprattutto per le colture abbandonate da anni)(13) ma nel 1920 un altro dramma colpì la famiglia con la scomparsa immatura di Francesco Mandelli (1852-1920) che lasciò la bellezza di dieci figli e una moglie che morì di li a poco.

Della ditta Mandelli non restavano che Giovanni Battista (1854-1934) e PietroLino, che si videro costretti, anche a causa della la massa erditaria dei dieci figli ancora minorenni di Francesco, a procedere alla divisione del patrimonio della famiglia.
Tutte le proprietà furono divise, come ancor oggi risulta dall’archivio di famigli conservato fino al 1991 da Vittoria Mandelli e poi dal nipote Claudio Nodari. Ma se in un primissimo accordo
(14) risulta diviso anche l’hotel Benaco (a favore dei minori) nell’atto di divisione definitivi l’hotel Benaco resta stranamente indiviso fra le parti sia per l’immobile come per la proprietà dei mobili(15). Forse temevano che affidare completamente l’hotel al tutore dei minori fosse frettoloso? Probabilmente si, ed in ogni caso con l’affitto dell’Hotel si sarebbe potuto garantire un futuro ed uno studio a quei nipoti orfani.

L’albergo fu in ogni caso restaurato nel 1923 dalla ditta Ottavio Merli di Riva
(16) di cui ci resta il dettagliato e prezioso “Preventivo”.
Cosa produsse un evento bellico come la prima guerra mondiale sull’hotel Benaco? Danni per 15.000£ del 1923 all’edificio e di .7.300£ per il mobiglio.
Quello che appare nel dettaglio del preventivo, di ben 31 pagine, è che non ci furono danni alla stabilità dell’edificio ne danni o razzie tali da impedire il restauro delle cose lasciate.
Unici segni di violenza erano le vetrate rotte, qualche breccia nei muri, macerie da sgomberare anche ai piani, selciati da rifare ma nulla di catastrofico.

 

 

    
Esempio di fattura per riparazione datata 1924

 

Gli anni degli affitti 1924-1939 “L’INVENTARIO GENERALE HOTEL BENACO -TORBOLE”

L’hotel Benaco ebbe un primo periodo di affitanze tormentate, passò nel giro di pochi anni in mano ad un certo Rulfini(17), nella stagione 1924/25 sicuramente al sig. Camillo Wenzel (Wiener ossia viennese) al sig. Sigurtà Guido di Riva che lo passò al sig. Carlo Hermel(18).
Dal 13 Aprile 1927 l’hotel fu affittato per 18.000 £ annue alla Fam. Mörtl
(19), mentre l’anno precedente era stato affittato per 24.000 £. Segno di una recessione economica generale galoppante.

 

               

 


1930 Torbole turisti al lago

 

Costretti dagli eventi ad affitare l’albergo fu necessario inventariare nei più piccoli dettagli le proprietà mobili dell’albergo. Una fortuna per poter ricostruire la storia dell’Hotel Benaco il ritrovamento dell’ “L’inventario generale Hötel Benaco -Torbole”(20). Un quaderno di ben 80 pagine numerate che ci tramandano fedelmente l’organizzazione di un albergo degli anni venti a Torbole.
Ed è su questo nitidissimo documento, databile intorno 1924, che vale la pena come su di una foto soffermarsi per ammirarne i dettagli più interessanti.

 


1934 Hotel Benaco arrivo di facoltosi turisti in taxi

 

LE CAMERE
Letti in faggio. Letti in olmo. Letti in ferro. Letti in noce. Letti in quercia.

Oltre ai materiale cambiano poi le gli stili, nella regola della massima diversificazione e personalizzazione, lo stesso materiale del letto era poi usato per i comodini, gli armadi i tavolini le sedie e per la pettiniera:

Faggio massiccio, tipo Vienna lucido. In noce con bassorilievi. In ferro a smalto bianco. In noce americana. In faggio rosso Slavonia.

Ogni stanza era poi arredata con un lavabo di vari tipi e dimensioni ,es.:

“a due battenti con due cassetti con marmo da cm 110x50 con alzata, piastrelle in porcellana con specchio 75x 44 faccettato”.

L’illuminazione era assicurata da una sola lampada mentre era presente in ogni stanza una suoneria.
C’era poi:

Un tappeto. Una poltroncina imbottita. Spesso una ottomana (antica specie di divano letto). Tendine, con bastoncini in ottone ,briss pis.Un vaso da notte ed una brocca fioriti. Uno specchio liscio. Un quadro con cornice.

 

I BAGNI

Ogni piano disponeva di un bagno comune composto da due locali rigorosamente distinti : il bagno per la pulizia personale e il W. Closset (sanitario). Ecco la disposizione dei bagni

Una vasca di zinco verniciata con caldaia. Lavandino fisso in porcellana. Bidet (Tonet) con recipiente porcellana. Taccapanni a gancio. Gratticola per i piedi in larice. Lampada elettrica con tulipano in vetro e suoneria con lampadina.Porta asciugamani ottone. Porta sapone e un due porta spugne.

 



depliant 1930

 



depliant 1930

 


Sala direzione nell’Inventario Generale dell’Hotel Benaco 1924 c.

 

ATRIO AI PIANI

Da notare come ogni piano aveva un atrio allestito a salottino-disbrigo per i clienti, composto da:

Soffà con braccioli. Taccapanni a colon(n)a (si nota a volte un italiano sgrammaticato).
Fontana in ghisa.Quadri paesaggi senza vetro 65x53 con cornice stampata in gesso. Un Porta spazzole.
CUCINA
Pentole e Paioli di rame (da 3,4,5,10 Kg). Teglie (di rame,smalto castagno o azzurro, alluminio). Padelle. Baccine. Collabrodo. Tortiere. Pignatelle. Forma da budino. Minestri. Palette. Graticole. Stamp. Setacci. Forchettoni. Pesciere. Sgocciolatoi. Forbici. Coltelli (40!).Una Canarola. Un inaffiatoio lamiera zincata.Taglia burro. Sveglia. Macchina per gelati con tubo completo. Macchina del caffe, 10 Kg, di rame. Macchina a petrolio. [..]
DISPENSA
170 piatti spari. 170 piatti dessert. Tazze, salsiere, zuppiere, piatti di vetro, damigiona da 30 l.
MOBILIO
(nel senso di credenze ed attrezzature varie).
Banco della birra con tre battenti, colonna a due spine con regolare serpentina di stagno e coperchio zincato.Macchina a pressione di acqua p. birra più due pompe a mano in ottone.Ghiacciaia.
LOCALE V° NEL CORTILE
Stalla, un reparto per maiali con mangiatoia una greppia per cavalli a corpo.
LOCALE VI° NEL CORTILE LISCIAIA
(Lavanderia)
Vasca in legno mt 2x80. Due graticole di ferro zincato.Caldaia mobile con forno in ferro, paiolo in rame diametro 0.70x0.60. Altra caldaia fissa con paiolo diametro 1.00x0.85 con relativa spina d’acqua
GARAGE
Banco a cassetti da m. 2x0.83.
CANTINA
Ghiacciaia vecchia a corpo. Travetti da m 2.85x 18/10. Piccoli fusti a corpo. Un manometro.
SALA DIREZIONE
Scrivania con alzatina a cinque cassetti in noce con gambe curve da m. 1.28x0.71 con tela cerata verde. Scrivania [..] con balustrina acolonnina. Un tavolo in noce americana stile Luigi XV° con doppio coperchio apribile con panno rosso da m. 0.61x0.61 . Due poltrone in legno nero mantato con stoffa verde.
Cassaforte usata della Ditta Wiese & Comp. Wien. Tabella verniciata nera filettata rossa da N°1 al 39 da m.1.20x0.85. Quadri con stampa paesaggi d’Africa. Lampadario in ferro battuto stile vecchio con lampadina da 200 candele. Portacarte in vimini

 


Sala lettura dell’Hotel Benaco 1925 c

 

RISTORANTE AD EST
Bigliardo in noce, marmo doppia marca (Serfert) da m 2.55x1.50 . Sei stecche e un portastecche. .Sei biglie in avorio.
Due quadri immagine Reali con cornice nera a vetro da cm 67x53[..]. Due ombrelloni parasole a quattro bottoni.
ATRIO PIANO TERRA
(Ingresso principale)
Consol stile Luigi XIII con base e vaschetta in zinco.Bandiera nazionale e asta con scudo. Quadro per reclame. Due tavoli e cinque poltrone in vimini. Un armadio in abete tinta noce a due battenti con vetro e n° 10 vetri per lettere clienti.Una suoneria per chiamate.
TABELLE RECLAM
Una a Mori. Una alla stazione di Nago. Una infissa nella casa Perugini. Una al pontile. Una ????.Una????
CORTILE INTERNO
Vaso in legno con palma.
CORTILE ESTERNO
Una vasca con coperchio per vivaio pesce. Sei vasi con piante (alloro ecc.).
PREPONTE COPERTE E PIUMINI
Sette piumini, peso di tutti assieme kg.27.
SALA MANGÈ
Sessantasei sedie Tonet curvate con sedile in legno in faggio. Lampadario in ottone a cinque braccia, cinque tulipani. Quattro bracci da parete con otto tulipani[..]. Una colonna per vasi in gesso, una in terraglia e una di porcellana.

 


Sala da pranzo dell’Hotel Benaco 1925c

 

SALA PIANOFORTE
Un piano azionato a motorino elettrico, anche con tastiera a mano, con due braccioli in ottone[..]in legno mogano lucidato con 24 pezzi musica.
Ventiquattro sedie Tonet[..].Poltrone,poltroncine.

 

         

 

TERRAZZA
Dodici tavoli in abete semplice.Cinquantun sedie.Trentotto vasi in terracotta.Otto tendoni mt 24x3[..]. Un ombrellone in tea blea e disogni gialli.
CAMERA FOTOGRAFICA OSCURA
Un tavolo sul muro fisso cm 168x50.Una vasca di legno foderata di zinco cm 57x42 con impianto acqua corrente. Luce elettrica con lampadina rossa[..].
FACCIATA AL PORTO
Tre bracci con tre paloni di vetro.Un portabandiera [..].
ARGENTERIA
Un secchio Champan(Champagne). Novanta forchette[..]. Ottantasette coltelli.
UFFICIO
Dodici libri conti. Un libro consuntivo conti. Carta e buste da lettera Hotel Benaco. Prospetti Benaco. Fogli soggiorno stranieri.

 

         

              Libretto al risparmio anni 1925 c.                                                        Etichetta per bagagli anni 1930 c.
 


Pubblicità 1926

 


Album fotografico di turisti a Torbole 1930

 


1929 sullo sfondo arrivo della strada statale , il porto vecchio viene ridotto

 


La macerie delle case in piazza Benacense demolite per far passare la statale gardesana 1929

 


1929 Torbole turisti al lago

 


1929 Torbole turisti con gli ombrellini da sole allora di moda

 


1930 la nuova Auto-Gardesana è stata aperta....

 

           
Hotel benaco anni 1930 cerimonia pubblica                                                                                                                                                                             

 

La gestione dell’Hotel Benaco affidata alla famiglia Hans e Hilde Moertl fu un momento fortunato pur nelle difficoltà che il ventennio fascista portò nel turismo. A fine anni venti per ben due anni il re Alberto del Belgio prenotò il primo piano dell’Hotel con l’annessa terrazza. Il re era un appassionato alpinista e frequentatore del Trentino e delle Dolomiti, ma evidentemente fu attratto anche dal Garda.

 

 

         

           Lavandaie sul porto vecchio oggi Piazza Alpini        Il re alberto del Belgio in una cartolina d’epoca
 

La famiglia Mörtl, boema, rappresentata da Hilde Mörtl, condusse il Benaco fino al 01.01.1939 dopo di che la ditta passò ad Ilario Mandelli(21) e minori di Francesco (deceduto nel 1920 lasciando dieci figli). Le pressioni della famiglia Mandelli per riavere la gestione diretta dell’Hotel furono propiziate dalla decisione della famiglia Mörtl di ritornare a casa dove purtroppo a causa della loro fede ebraica finirono in un secondo tempo per essere sterminati. Secondo le testimonianze che si sono potute raccogliere in paese non è ben chiaro se ad opera dei nazisti o nell’epilogo della guerra dai sovietici che avanzavano verso la Germania.
Sta di fatto che la famiglia rimpiangerà a lungo la conduzione Mörtl che portò l’Hotel benaco al suo apice qualitativo. Sembra che Hans Mörtl fosse arrivato a Torbole per lavorare come cameriere presso il Grand Hotel Torbole e poi aveva trovato l’occasione di gestire il Benaco tramite il sensale della famiglia Mandelli, come risulta da una ricevuta pagata in tal senso.

 

1939-1945 la fase bellica: ospitare operai italiani e truppe tedesche LA SECONDA GUERRA MONDIALE

La seconda guerra mondiale vede l’hotel Benaco nuovamente nelle vicende belliche: prima affittato al dopolavoro aziendale della “Aeroplani Caproni”(22) che operava nella galleria Adige-Garda, poi arrivò la Kriegsmarine, la marina tedesca in ritirata verso la Germania, con il suo misterioso minisommergibile attraccato nel porto di Torbole.

 

         

                                            1944 soldato tedesco convalescente a Torbole          Torbole onda sul porto anni 30’
 

Di questo episodio ci resta una toccante testimonianza che Antonietta Simonati ha inserito nel suo romanzo “L”(23):

Era l’estate del ‘44 . Glia alberghi erano chiusi o requisiti.
Dalla finestra della mia stanza vedevo il cortile del “Benaco” dove era sistemata la “Kriegsmarine”.
Il pommeriggio, ragazzi molto giovani sbucciavano montagne di patate,cantando motivi militari.Avevano allestito un lungo tavolo sui cavalletti; sul tavolo c’erano le patate, a distanza uguali, per terra le tinozza e i cesti per le bucce.
I ragazzi cantavano continuando il loro lavoro con sveltezza e precisione.
Indossavano dei camici grigioverdi da fatica. Erano in parte rapati o con capelli cortissimi. Qualche volta arrivava un graduato che li esortava a fare presto. Certo aggiungeva qualche frase spiritosa perchè i ragazzi smettevano di cantare e ridevano dandosi gomitate e lanciandosi qualche patata: poi riprendevano a pelare cantando.
Erano marce dal ritmo veloce e cadenzato. Le patate erano lestesse che cucinavamo noi, sane e saporite, che si coltivavano nei campi lungo il Sarca.
La sera i ragazzi trasportavano i rifiuti: bucce e scatolette di carne. Spingevano il carro avviandosi verso le pendici del monte, dov’era una specie di fossa adibita a immondezzaio.
Al ritorno si toglievano il vestito da fatica, indossavano calzoncini e uscivano dalla parte opposta dell’albergo per dirigersi verso i bagni “Nones”.
Si tuffavano dal trampolino e risalivano molti metri più avanti, allontanandosi con crawl perfetto.
Li sentivamo ridere, di gola, come se gorgogliassero; ascoltavamo i loro richiami fatti con la voce un po' fessa degli adolescenti.
Erano i puteloti del “Benaco”.
I canti che accompagnavano la mondatura dei tuberi durarono due mesi circa .
Un pommeriggio feci appena in tempo a vedere l’ultimo camion di militari avviarsi verso la vecchia strada di Nago. La “Kriegsmarine” si trasferiva in Austria.
I ragazzi avevano passato parecchie notti a ripulire l’albergo.
Non avevano avvicinato nessuna donna del paese.

 


Torbole visto dal monte Brione anni 1930 c.

 

         

 


Torbole primavera 1940: Vittoria Mandelli in Nodari (1906-1991) con il primogenito Giovanni Antonio

 

Che i militari tedeschi utilizzarono come base anche l’hotel Benaco è quindi certo e risaputo, anche da testimonianze di reduci tedeschi che visitarono da clienti l’hotel fino a tutti gli anni 1995-2000.
L’arrivo degli americani nell’aprile del 1945 fu preceduto da violenti giorni di guerra sul lago e sulle pendici del Baldo. Fino al 30 aprile i tedeschi ancora si difendevano lanciando razzi contro gli alleati.
L’Hotel Benaco curiosamente non subì molti danni pur avendo davanti a se il porto dove stazionava un piccolo sommergibile da ricognizione. In questa eccezionale foto di guerra si vede lo sbarco degli americani costretti ad usare i mezzi anfibi poiché i tedeschi avevo fatto saltare con la dinamite parti di gallerie prima di Torbole.

 


Torbole 1945 aprile combat-foto sbarco di anfibi americano davanti all’Hotel Benaco

 

Il secondo dopoguerra 1951-1979 LA GESTIONE DI “NIDA” LEONILDE MANDELLI

 

 

Dopo un sommario restauro negli anni 1949 e 1950 nel 1951(24) l’azienda fu denunciata a nome di Leonilde Mandelli (figlia di Francesco Mandelli(25) 1852-1920) che condusse l’azienda fino al 01.07.1979 quando cessò l’attività “per chiusura definitiva dell’esercizio e ritiro dalla attività”(26).
Le peripezie del secondo dopoguerra della gestione dell'hotel Benaco furono determinate in parte dalla frammentazione della proprietà e d’altra parte dalla scarsezza dei soldi disponibili. Ciò impedì un radicale intervento sull'edificio ormai vetusto e malandato dal tempo e dall'incuria. Se gli alberghi si erano salvati nel ventennio fascista dalla crisi economica era perchè la gestione familiare permetteva risparmi non sopportabili da strutture come il Grand Hotel Torbole che invece chiusero o furono alienate.

 


Anni sessanta: Nida Mandelli seconda da sinistra con tre dipendenti

 

Ma anche per l'hotel Benaco si videro dal 1949 alla riapertura dopo la guerra le avvisagli di una crisi profonda senza soluzioni rapidissime.
Nel 1954 con l’avvento della televisione il primo apparecchio a Torbole fu proprio quello dell’Hotel Benaco dove molti si radunavano per ammirare le prime trasmissioni.

Come per molti alberghi storici di Torbole gli anni settanta decretarono una lenta agonia per quelle strutture incapaci di rinnovarsi e ripartire verso quel ciclo virtuoso che furono gli anni ottanta.

 


Rinfresco “anni sessanta” all’ Hotel Benaco si tenevano anche comizi politici. Memorabile si disse l’arrivo di
Fanfani con scaramucce fra i democristiani. E i balli che al primo piano si tenevano negli anni 50 e 60 del novecento.

 

Ma già dai primi anni sessanta su insistenza di Vittoria Mandelli (1906-1991) nostro nonno Antonio Nodari (1898-1995) cominciò ad acquisire quote della proprietà dell'Hotel, che ormai si contavano a dozzine, da parenti che minacciavano di vendere fuori dell'ambito familiare.
Acume imprenditoriale latente o forse nostalgia della grande famiglia del primo novecento con tutti i suoi contrasti ma anche i suoi valori che nonna Vittoria voleva conservare?
I passi vennero fatti in rapporto alle gambe senza dissanguare la famiglia di Vittoria Mandelli che sul finire degli anni settanta portarono alla conclusione dell'acquisto per quasi il 80%.
L'hotel Benaco rimase comunque aperto fino al 1979 seppure con un chiaro e costante declino per mancanza di ristrutturazioni. Poi l'epilogo con la chiusura dell’albergo nel 1979.
Nida (Leonilde) Mandelli, nata in Austria nel 1917 durante al confino politico della famiglia durante la prima guerra mondiale, si spegneva nel 1982.

 

                  

                  Torbole via Benaco nel 1950 c.                                           Depliant 1954
 

La chiusura dell'Hotel per tutti gli anni ottanta fu certamente una sconfitta, commercialmente parlando. Si perse l'onda di una nuova ripresa data dal turismo di massa sempre che praticava data la costanza dei venti e la bellezza del Garda il windsurf e la vela. Solo nel 1988 dopo anni di attesa fu costituita la società Nodari Giovanni e C. sas, che portò a compimento la totale ricostruzione e restauro dell'edificio.

 
                 
      Conto di ristorante anni 1960 c.                                                            1958 Giovanni Nodari primo a destra, con i fratelli Dario e Fernando Piconese

 

1980-2008 Storia recente il restauro e la riapertura

Il restauro dell’Hotel Benaco ha inizio nell’autunno del 1988 e si conclude nell’aprile del 1990

 

         

 Inizio dei lavori di ristrutturazione febbraio 1988                  Estate 1988 demolizione del tetto e consolidamento struttura
 

 

Ci stiamo avviando al termine della piccola storia dell’Hotel Benaco. Siamo giunti alla riapertura del 1990 potrebbe essere la quinta ma anche la sesta o la settima generazione di albergatori. Dal 1990 l’Hotel Benaco contava su una decina di persone, oltre alla famiglia, che vi lavoravano. Lontani i tempi dove i collaboratori erano tutti compaesani oggi ci sono molti collaboratori che vengono da lontano per il tempo della stagione da marzo a novembre e poi ripartono. Il 1990 ed il 1991 furono due anni molto difficili. Non avevamo ancora realizzato bene il fatto che l’hotel stava nel centro del paese. Venivamo dall’Hotel Baia Azzurra che è fra Riva e Torbole in una piccola oasi di pace. Il primo anno eravamo storditi. Passavano qui davanti centinaia di persone, tutte che entravano, chiedevano, volevano qualcosa. Si dovette cambiare mentalità e ci vollero un paio di anni. Qui era un porto, tutti entravano: da quello che voleva il biglietto del teatro, a quello che chiedeva qualcosa d’altro. Solo col tempo abbiamo preso le misure. Dal 1995 al 2001 abbiamo aperto un centro di noleggio di mountain bike di ottimo livello. Era un ramo d’azienda, forte caratterizzazione dell’albergo, avevamo firmato un contratto con la Cannondale, la Mercedes delle due ruote, proprio nel momento del boom della mountain bike, soprattutto per la clientela tedesca. Ci diede grossi risultati soprattutto di immagine e di clientela fidelizzata. Abbiamo cercato poi di recuperare al meglio il ristorante e di proporre poi anche la pizzeria vista la clientela sempre più esigente. La clientela è come una piramide. Alla base si tratta di clienti affezionati, all’70% germanofoni. Poi un 5% di inglesi e il resto di italiani. Poi i gruppi che hanno costituito sempre un momento irrinunciabile, specie nelle basse stagioni: svedesi, finlandesi negli ultimi anni, austriaci e tedeschi sempre, irlandesi, inglesi. Anche sporadicamente con l’Est: ucraini, russi, ungheresi, sloveni, croati.

 

2003 si inaugura la pinacoteca dell’Hotel Benaco

Dopo anni di paziente raccolta nel 2003 l’Hotel Benaco inaugura una collezione di quadri d’epoca di Torbole sul Garda che mano a mano la famiglia Nodari ha acquisito per legare ancora di più la sua immagine al territorio. Un omaggio a Torbole che ha ospitato tanti artisti e poeti, come recitava uno dei primi slogan turistici degli anni cinquanta.
Le opera oggi esposte sono una quarantina, gli artisti soprattutto stranieri di fine ottocento e inizio novecento. Inoltre abbiamo in archivio un’ampia raccolta di cartoline, foto d’epoca, disegni, libretti antichi e qualche filmato amatoriale d’epoca.

 


“Torbole am Gardasee” Eliere Rasmussen Eliersen 1827-1912 -collezione Hotel Benaco-

 


L. Kessler 1856 Torbole am Gardasee

 


Paul Flickel 1876 Torbole

 

         

                    Peter Woltzke Hafenszene in Tobole am Gardasee 1900                  Anonimo 1900 c.
 


Walde Volker 1931 Torbole

 

Le opera oggi esposte sono una quarantina, gli artisti soprattutto stranieri di fine ottocento e inizio novecento. Inoltre abbiamo in archivio un’ampia raccolta di cartoline, foto d’epoca, disegni, libretti antichi e qualche filmato amatoriale d’epoca.

 

2008 l’anniversario dei cento anni

1908-2008 cento anni… sono passati, cinque o forse più generazioni si sono succedute, l’Hotel Benaco come il paesello di Torbole sul Garda si sono evoluti. Il turismo da fenomeno di elite e di rilevanza economica marginale si è trasformato in preponderante risorsa economica.

Oggi come ieri l’Hotel Benaco è legato ad nome di famiglia , Nodari oggi Mandelli ieri, che non ha dimenticato le proprie origini, i propri momenti felici ed i propri drammi, la propria storia. Una ospitalità la nostra che vuole essere responsabile, vera, che è stata dapprima guardinga, talvolta anche diffidente. Ma che ha saputo evolversi e rendersi accattivante e competitiva al pari del territorio su cui si è sviluppata.

Termina questo nostro viaggio, proprio quando si affaccia su Torbole un nuovo sole d’estate quello de 2008, una nuova stagione e speriamo ce ne siano altre cento!

 

Famiglie Nodari
Giovanni, Anna, Stefano, Claudio e Lorenzo

Si ringraziano in particolare:

Pietrolino Mandelli, Lodovico Tavernini, Mauro Grazioli, Luca Valente, Aldo Miorelli, Graziano Zuffi. Il caro Riccardo Skulina.
Anita Benezeder per la traduzione in tedesco e Gabriele Wittfeld per le riletture in tedesco.
Il Gruppo culturale “La Giurisdizione di Penede” di Nago-Torbole.
Il comune di Nago Torbole. Le biblioteche di Riva, Rovereto e Trento per la disponibilità sempre dimostrata.
Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Trento.
Dott. Alexander Guano del Tiroler Landesmuseen.
La Fondazione Negri di Brescia.
Il Prof. Dr. Gustaaf Janssens Archiviste du Palais royal de Belgique.

Ed infine mia moglie Laura Zinetti per il prezioso e faticoso lavoro fotografico.

Dedico con tanto amore questa piccola ma appassionata ricerca storico-familiare a mia figlia Alice: con l’augurio che possa essere nella sua vita una persona felice.
 

------------------------------------------------------------------------------------------------------------
(1) Testimonianza di Vittoria MANDELLI
(2) Presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”
(3) Da “Guida del trentino” di Cesare Battisti 1913.
(4) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in Torbole.
(5) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in Torbole.
(6) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in Torbole.
(7) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in Torbole.
(8) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in Torbole.
(9) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in Torbole.
(10) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in Torbole.
(11) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in Torbole.
(12) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in Torbole.
(13) Presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”.
(14)  Presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”, datato 1921.
(15) Documento R. Pretuta di Riva sub G.N. 13/29 Torbole 31.07.1926.Copia autent. presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”.
(16) Presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”.
(17) Nota stampata sul depliant d’epoca.
(18) Documento presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”:”Elenco degli effetti mancanti ed avariati giusto inventario all’atto di consegna dell’hotel
        Benaco al sig. Carlo Hermel, di cui si tiene responsabile e debitore il cessante sig. Sigurtà Guido di Riva”. Segue l’elenco dettagliato.
(19) Documento presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”:Avere di GiovanniBattista Mandelli.
(20) Presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”.
(21) Documento presso CCIA TN :”Ufficio prov. delle corporazioni . Denuncia d’esercizio presentata il 04.04.1940.”
(22) Documento presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”: “Contratto di locazione [..]” in carta libera art.4 legge 24.05.1937 . Studio Dott. Carlo
       Tappainer.
(23) Antonietta Simonati
(24) cfr Conto spese restauri 1949/50 di Pericle Mandelli documento presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”
(25) Documento presso CCIA TN Protc. n° 1792 06.07.1951.
(26) Documento presso CCIA TN Protc. n° 1073/c 05.09.1978.

"copyright Claudio Nodari" tutti i diritti riservati
E' vietata la riproduzione - anche parziale - di tutto il materiale (descrizioni, foto, etc.) contenuto in questa pagina
senza permesso esplicito dell'autore

 

 

OnGarda.Com©Design