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HOTEL
RISTORANTE BENACO 1908-2008
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di
Claudio Nodari |
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1729
Le origini |
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Come molte storie simili, anche quella dell’Hotel
Benaco inizia in un tempo lontano senza data. Il porto di
Torbole con il suo contorno di case colorate, fra cui quella che
ospita oggi l’albergo, esiste da tempo immemorabile. Ed anche la
famiglia del nostro antenato Mandelli Francesco fu Francesco
morto il 21 maggio 1897 a Torbole appare nei registri
parrocchiali a Torbole già dalla fine del 1600. |
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1729 schizzo del porto di Torbole si nota già l’edifico
che oggi ospita l’Hotel Benaco
Documento conservato presso il museo Tiroler Landesmuseen di
Innsbruck. |
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1896
l’antica “Trattoria alla Vittoria” |
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La
L’edificio che oggi ospita l’Hotel Benaco è presente in tutte le
foto e stampe antiche conosciute di Torbole. La prima
stampa-incisione su pergamena del corollario di edifici sul
porto di Torbole che abbiamo trovato è del 1729. A quel tempo la
casa imperiale d'Austria condusse un’indagine su approdi abusivi
nella zona del Linfano e immortalò in uno schizzo il porto di
Torbole, dove era il comando di confine, per dare una idea delle
distanze dai luoghi in oggetto. Scarni disegni di un paesino di
confine povero ma dignitoso in balia di conquistatori e
periodici cambi di governi. La nostra famiglia da parte di
nostra nonna Vittoria Mandelli (1906-1991) è ben radicata a
Torbole e dagli archivi risulta essere presente fina dalla fine
del 1600, anni in cui fu istituito il registro dei battesimi.
Fino al 1906 l’Hotel Benaco era una semplice trattoria con
mescita di vino, cibo e servizio di alloggio.
Questa “Trattoria alla Vittoria” era però solo una delle aziende
che la famiglia Mandelli fu Francesco aveva intrapreso già
dall’ottocento a Torbole. Molto prima della morte del padre
avvenuta nel 1897, i fratelli Francesco, Pietro Lino, Giovanni
Battista e Giulia si erano a tutti gli effetti costituiti come
ditta. Tanto è vero che alla lettura del testamento del padre le
“sostanze” erano state già divise affinché restassero ai quattro
fratelli le aziende produttive. Fra queste ricordiamo la
conduzioni dei mulini e dei forni a Torbole, la conduzione della
peschiera dei conti d’Arco sulla foce fiume Sarca, il taglio di
boschi, gli orti, i vigneti il commercio di primizie con
l’Austria, lo spaccio di generi di monopolio. Tutti i quattro
fratelli si occupavano indistintamente degli affari comuni e
vivevano tutti insieme con le loro famiglie a Torbole nella
odierna casa Nodari di via Matteotti.
Curiosamente la figura centrale della ditta era una donna:
Giulia Mandelli (1847-1915). Giulia aveva studiato a “far di
conto” presso una scuola a Bogliaco località d’origine della sua
mamma Caterina Truzzi (1824-1891). L’italianità della famiglia
era ben nota ma nell’Austria mitteleuropea il rispetto per le
etnie era sacro e solo a ridosso della prima guerra mondiale la
famiglia ebbe qualche problema politico. |
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Torbole il porto animato con l’antica Trattoria in un bel
quadro della metà del 1800 |
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Il porto di Torbole, dietro le barche la Trattoria alla
Vittoria fine 800’ |
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Della
“Trattoria alla Vittoria” si hanno notizie scritte nel 1896
allorche negli indirizzi della Camera di Commercio di Rovereto
viene inserito Mandelli Francesco di Francesco di professione
trattore. Per trattore all’epoca si intendeva, ufficialmente,
colui che offriva cibi e bevande ma non alloggio. Nello stesso
indirizzario era anche inserito Francesco Mandelli senior con la
attività di bettoliere, ossia colui che vende vini e bevande al
minuto.
Il fatto che non risulti negli atti della Rappresentanza
Comunale alcuna domanda, fra quelle fino 1896, di concessioni
per somministrare cibi e dare alloggio a nome di Mandelli
Francesco e fratelli ci fa presumere che la trattoria esistesse
già, visto che altrimenti avrebbe dovuto richiedere una
autorizzazione, come in altri casi trovati nell’archivio
comunale.
Ulteriori informazioni sulla presenza della Trattoria si hanno
da racconti e testimonianze, da fonti fotografiche e dal
giornale locale “Il Baldo” di Riva che la cita direttamente e
non, per almeno tre volte:
Fino al 1906 l’edificio, che allora era al n° civico 34 di Via
del Porto (mentre in seguito l’Hotel Benaco avrebbe dato il nome
alla via stessa, a tutt’oggi via Benaco appunto) era di qualche
metro più basso di oggi ed ospitava la casa paterna della
famiglia Mandelli con la loro “Trattoria alla Vittoria”.
Una prima volta riguardo un articolo che stigmatizzava,
attraverso qualche episodio, la lentezza della posta in quel
periodo: |
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Da
“Il Baldo” 19.02.1899
[..]Il giorno 10 si spediva da Torbole una relazione su di una
festa data al corpo della Guardia di finanza nell’esrecizio
della ved. Mandelli[..]. |
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Una seconda volta
scrivendo dell’arrivo della luce elettrica a Torbole, si parla
della banda di Riva che era stata invitata per l’occasione: |
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Da
“Il Baldo” 01/1900
[..]mentre i suonatori si recavano alla trattoria “Alla
Vittoria”[..]. |
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Infine la si cita in
occasione di una passeggiata organizzata dalla fanfara sociale
di Riva: |
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Da
“Il Baldo” 05.05.1902
[..]A Torbole alla Trattoria alla Vittoria ebbe luogo una
modesta refezione[..] |
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1906
L’incendio della antica “Trattoria alla Vittoria” |
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Torbole 1888 |
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La storia dell’antica osteria si conclude con il
furioso incendio del 15 luglio 1906, una domenica sera, al
termine di una tranquilla e calda giornata d’estate.
Così inizia la storia più recente dell’edificio che oggi ospita
il nostro Hotel Benaco, dalle ceneri fumanti di una antica
trattoria ottocentesca sul porto di Torbole sul Garda, chiamata
“Alla Vittoria” nasce un moderno albergo stile neoclassico
dotato di comodità per l’epoca all’avanguardia. Dopo cento anni
oggi la proprietà e la gestione dell’hotel è di un ramo della
stessa famiglia che iniziò questa avventura, siamo quindi
certamente alla quinta generazione, se non oltre.
Ecco la trascrizione integrale dell’articolo del giornale locale
d’epoca “L’eco del Baldo”, con le testimonianze del tempo,
insolitamente ampie.
L’articolo è interessante non solo per la vicenda dell’osteria
ma anche perchè apre uno squarcio vivido, seppur con toni
enfatici, su molti personaggi che rappresentavano ad inizio
secolo la struttura socio politica della comunità di Torbole. |

Ricettario della famiglia Mandelli di fine 1800
1905 piccole venditrici di fiori davanti alla “Trattoria alla
Vittoria” |
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Da
“L’Eco del Baldo” 17.07.1906
IL GRAVE INCENDIO DI TORBOLE
Domenica sera, verso le 21.30, coloro che erano fermi a goder
l’aria fresca del lago in piazza Catena, potevano ammirare un
insueto spettacolo.
Torbole presentava l’aspetto d’un fantasmagorico castello
stranamente illuminato di rossi bagliori.
ond’è che subito i rivani si accorsero dell’incendio, ivi
sciaguratamente scoppiato.
E noi presa una carrozza tostò ci recammo sul luogo del disastro
dove potemmo constatarne tutta la gravità e i seri pericoli.
Se per disgrazia, fosse stata quella di Domenica una notte di
vento, Torbole avrebbe corso il rischio d’essere ridotta ad un
ammasso infuocato e calliginoso.
Fortuna volle pertanto che tali Civettini Cristoforo e Carmelini
Alessandro si accorgessero subito delle fiamme che bruciavano la
parte superiore della casa dov’è l’albergo Vittoria di proprietà
dei fratelli Mandelli di Torbole.
Scene strazianti avvennero allora fra le mogli dei pompieri
della nuova squadra di Nago-Torbole, comandati dall’ispettore
Eugenio Barcelli, i quali erano alle loro prime armi e da
codesto incendio ricevevano il battesimo del fuoco.
Sopraggiunsero intanto fra i più vivi applausi i bravi pompieri
nostri comandati dall’ispettore Poli; a qualche distanza di
tempo giunsero anche quelli di Arco, e tutti uno dopo l’altro
s’accinsero all’opera d’isolamento e di spegnimento.
Fra le urla di terrore delle donne e lo spavento degli uomini
crollò intanto tutto il comunicare della casa, travolgendo con
sè i fili elettrici laonde il paese rimase completamente
all’oscuro.
Presente e assai utile fu sì per lo spegnimento che per il buon
ordine il barone Bianchi duca di Casalenza concepista
Capitanale. Veniva in questo frangente lesa un po' anche la casa
del dott. Stefenelli, nonchè quella del Barone Beust e il
caseggiato adibito alla finanza.
Il reggente la dogana italiana e facente funzioni di ricevitore
sig Schnizler Alberto coadiuvato strenuamente dal caporale Rossi
Carlo riuscì, con evidente danno della mobilia a portarla fuori,
per la fretta facendola magari saltare dalla finestra; sua
moglie Teresa ed i figli Mario di 7, Angelo Emo di 5 e Iolanda
di 3, furono costretti a ricoverarsi nel locale adibito alla
visita bagagli.
Anche la finanza tedesca si adoperò validamente a spegnere
l’incendio; notammo fra i presenti l’I.R. commissario superiore
delle guardie di finanza sig. Luigi Spinella nonchè il
comandante il distaccamento di Riva (città) Cia Marco e quello
del porto Dal Marco Isidoro. Anche il nostro ingegnere Achille
Eestival fu tra i primi accorsi.
Verso le una, l’incendio era completamente estinto; e il danno
subito dal proprietario che è pero assicurato al “Danubio” fu di
circa 20mila corone.
Furono arrestati certi Botti Pietro fu Natale d’anni 30 e Albini
Andrea di Paolo d’anni 20 ambedue di Virletreponti (prov. di
brescia) tagliapietre di professione, perchè salirono mezzo
ubriachi verso le nove, nella casa ove più tardi scoppio
l’incendio.
Si opina che essi in qualche maniera inavvertitamente abbiano
appiccato il fuoco. Ora permangono in arresto.
DA TORBOLE 16 luglio
Ci scrivono:
Nello spegnimento del disastroso incendio di Casa Mandelli in
Torbole vanno tributati speciali e meritati encomi anzitutto al
Corpo dei Pompieri Comunali di Nago e Torbole coi loro intrepidi
Comandanti Signori Barcelli Eugenio e Pietro Vivaldi, il quale
primo specialmente con rara abnegazione fu sul teatro della
sciagura tutta la notte fino a giorno inoltrato, inculcando
ovunque ogni energia e perizia onde vincere il panico e
confusione inevitabile in simili casi.
Instancabile, come sempre, fu pure il Capo Comune sig. Polidoro
che il primo fu a dare l’allarme telegrafando alle città
limitrofe per soccorsi e moltiplicandosi per cento ovunque.
Un bravo sincero e speciale ai Civici Pompieri di Riva ed Arco
coi loro impareggiabili Capi e sergenti al cui valore ed atrezzi
perfezionati unicamente si deve se il fuoco venne domato e
circoscritto.
Altro atto veramente magnanimo coraggioso e che merita di essere
segnalato alla pubblica ammirazione venne compiuto dal sig.
Barone Emilio Rohn I.R. Capitano del Genio, che sfidando le
fiamme impavido riusciva ad attraverasare ed a condurre in salvo
il misero ed infermo vecchio Graziadei, maestre pensionato,
portandolo a braccia dall’ultimo piano fra la trepidazione
generale e sottraendolo per tal modo al vorace elemento che in
pochi istanti lo avrebbe inghiottito.
Furono pure attivissimi e degni di lode gle egregi Primi Tenenti
di Artiglieria sigg. Stastny ed Eduard Schreiber, nonchè l’i.r.
Guida di Finanza sig. Chiusole che con esempio non comune tanto
cooperarono al mantenimento del buon ordine ed a portare il loro
valido aiuto ove il bisogno più lo richiedeva.
Altrettanto dicasi del sig. Barone Bianchi i.r.Commissario
Capitanale, sig. Dr. Segalla i.r. Medico dist., dell’esimio
Amministratore ufficioso di Riva, nonchè ai Comandi degli ii.rr.
Corpi di Gendarmeria di Nago, Riva ed Arco ed all’i.r. Guardia
di finanza coi suoi ottimi Commisasri, nonchè alla Guardia di
Finanza Italiana composta dai sigg. Schnitzler Alberto e Rossi
Carlo primi e solleciti ad accorrere sul posto e che saggiamente
contribuirono con tutte le loro forze alla proficua opera di
salvataggio.
Non va dimenticato poi l’illustre Ing. Estival cl suo assistente
che sollecitamente seppe scongiurare serie ed inevitabili
disgrazie col pronto taglio ed isolamento della corrente
elettrica.
Da ultimo pio una lode sentita e spassionata ai coraggiosi
pompieri Mandelli Arrigo, Barcelli Addone coi cittadini Tazzoli
Arturo, Stefenelli Ersilio, Bertolazzi Livio e tanti altri che
ora sfuggono i quali erano sempre sopra le fiamme sprezzando il
pericolo della propria vita per isolare il fuoco, osservando che
il primo nel tagliare il coperto di gronda della casa ardente,
rimaneva miracolosamente incolume a cavalcioni di un muro.
Si sente poi il dovere di ringraziare sentitamente quelle brave
ed intrepide giovani spose che con emulazione non comune seppero
apportare all’opera con secchi d’acqua e simili dove più
inferiva il pericolo e ciò a disdoro di qualche terrazzone che
osservava inoperoso tanta sciagura.
Un grazie anche ai militari ed ai Naghesi che accorsero in massa
ad apportare l’opera loro in tanta frangente. |
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Alcuni Censiti torbolani |
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Torbole 1900 c. Lavandaie al porto oggi piazza alpini |
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Ancora
oggi qualche persona più anziana mormora si dicesse che
l’osteria fosse stata dolosamente incendiata per accedere
all’assicurazione di ben 20.000 corone sull’immobile.
La cronaca che abbiamo raccolto sembra però escluderlo, sia
perchè i responsabili dell’incendio si trovarono, sia perchè un
incendio doloso nel centro del paese era obiettivamente
incontrollabile.
Resta il fatto che l’erezione dell’hotel Benaco rappresentava
per la ditta dei fratelli Mandelli un punto irrinunciabile del
loro progetto imprenditoriale. Avevano con arguizia individuato
un ramo economico dove diversificarsi con successo, capendo
l’esigenza che ormai il turista aveva di soggiorni più agevoli e
confortanti che non osterie o case private.
Con l’incendio della sera di domenica 16 luglio 1906 si chiude
per la antica osteria “alla Vittoria” il capitolo ottocentesco e
si apre quello del moderno turismo del novecento. |
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Schizzo di Torbole dat.1864 collezione Hotel Benaco

Schizzi di Torbole dat.1864 collezione Hotel Benaco |
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1906-1908
La trasformazione in Hotel Benaco |
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1907 punteggi sull’Hotel Benaco il restauro ed ampliamento
procede velocemente
(per gentilissima concessione della Fondazione G. Negri di
Brescia) |
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Torbole ad inizio secolo disponeva praticamente
di un solo “Hotel” in senso moderno: il “Lago di Garda”. La
costruzione dell’hotel Benaco rappresentò uno dei primi
investimenti rilevanti in campo alberghiero di una famiglia di
Torbole sul Garda.
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Guida turistica tedesca del 1908
collezione Hotel Benaco |
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Il
passaggio dalla piccola “Trattoria alla Vittoria” con annesso
servizio di alloggio, come risulta dalle cronache dell’epoca,
all’Hotel Benaco con servizi tipici dello standard di un albergo
primo novecento, è emblematico dello sviluppo che è in atto. Si
è da tempo capita l’importanza di questa nuova economia e si
comincia ad investire seriamente in essa. |
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Primo stemma dell’Hotel Benaco 1908 |
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La
parabola imprenditoriale della ditta Mandelli composta dai
quattro fratelli , Francesco, Giovanni Battista, Pietrolino e
Giulia, si può certamente considerare tipica di questa fase di
cambiamento ed ormai al suo apice. I fratelli costituiscono a
tutti gli effetti una ditta che opera a nome di tutti e quattro
i soci, come appare dai documenti privati e dai libri
catastali., che detiene molte proprietà terriere che coltiva
anche ad ortaggi (broccoli, asparagi soprattutto) che esporta
direttamente in Austria da cui importa sale(1).
La fortuna economica della ditta, fu certamente legata al
territorio ed alla capacità che i nostri avi ebbero di imporsi
in anni difficili durante tutto il secolo XIX, nella produzione
e commercio di prodotti agricoli e nella gestioni di punti di
smercio di beni di monopolio (pane-tabacchi-pesce). Furono
certamente il cipiglio e l'intraprendenza forse eccessiva che
suscitò qualche invidia (che poi riscontrai in qualche
intervista che feci negli anni 1986-88 ad anziani del posto)
legata poi alla dichiarata fede irredentista
nazionalista-italiana. Attivi nella Rappresentanza comunale i
Mandelli furono anche coinvolti in un processo per l’espatrio
clandestino in Italia di giovani irredentisti. Ciò fu pagato a
carissimo prezzo nel 1915 quando tutta la famiglia fu costretta
al confino politico nel campo di Gross-Sieghart, nell’Austria
del nord-est sopra Vienna al confine con la Slovacchia. Le
condizioni di vita li erano allucinanti e i fratelli capirono
subito che l’unico modo di sopravvivere per loro ed i loro molti
figli, era almeno cercare di uscire dal campo di confino. Così
pagarono di tasca loro l’affitto di una casa fuori dal campo e
si resero disponibli a firmare il libro di confino tutti giorni
presso il campo. |
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Collezione Hotel Benaco |
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contabile Famiglia Mandelli 1911-1915 |
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Una
esperienza tremenda, tre anni di privazioni e stenti che
lasciarono una traccia dolorosa su tutta la generazione
successiva.
Ma per capire dove arrivò il patrimonio per costruire ed
allargare l'Hotel Benaco vale la pena di di aprire uno squarcio
vivido sui beni di famiglia in questo ci aiuta il testamento di
Francesco Mandelli senior che nel 1897 muore lasciando un
indicazioni precise da cui si desumono altre divisioni
antecedenti.
La ditta Mandelli gestisce uno spaccio (oggi 2004 Tabacchi
Vittoria a ricordo di nostra nonna, e gestito direttamente anche
dalla nostra famiglia dal 1997 al 2004). Già dal 1895 ottengono
a varie riprese mutui bancaria(2)
per alcune decine di migliaia di Corone, gestiscono il mulino
dei conti d’Arco a Torbole e il panificio (oggi Pizzeria
Bellavista e cantina di casa Nodari), la Pescaia alle foci del
Sarca e appunto la Trattoria” alla Vittoria” sul porto di
Torbole.
A due riprese i fratelli Francesco e Pietrolino sono pure eletti
nella Rappresentanza comunale di Nago Torbole.
Non mancano quindi i capitali per un’impresa nuova e moderna
come la costruzione di un albergo.
Del resto il momento è magico per Torbole. Sta per essere
terminato Grand Hotel Torbole, albergo di lusso con 85 stanze(3)
-oggi ex Colonia Pavese-, visto anche dalla Rappresentanza
comunale come volano della nuova vocazione turistica torbolana
al punto tale che la stessa decide un contributo di 20.000
Corone nell’acquisto dei terreni necessari. cfr docum. arc.
comun.
La spinta definitiva nella decisione di trasformare la trattoria
Alla Vittoria in hotel si ha quindi nel luglio 1906 quando la
Trattoria viene distrutta dal vasto incendio. |
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Progetto del nuovo Hotel Benaco 1906 ( presso archivio
comunale di Nago Torbole) |
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Ma come si
sviluppa concretamente questo progetto?
Una chiara ed esauriente risposta l’abbiamo trovata negli
archivi storici del comune di Nago Torbole, dove sono ancora ben
conservati molti documenti riguardanti permessi di fabbrica del
primo novecento. |
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23.07.1906
“Onorevole Municipio(4)"
In seguito all’incendio sviluppatosi di recente nella casa del
sottoscritto, sita in Piazza del Porto al civ. n°-35, è
necessario passare tantosto alla ricostruzione della copertura.
E’ poi ferma intenzione della scrivente di riattare e restaurare
interamente la casa in parola, e per qualche men presenterà
analogo progetto.
Perciò, in visita del prossimo restauro, sarebbe necessario che
la prossima copertura venisse collocata di m. 4.00 più in alto
del piano attuale. Gli è per questo che il sottoscritto si
raccomanda vivamente per ottenere al più presto possibile il
relativo permesso ed in tale attesa ne anticipa i più sentiti
ringraziamenti. Torbole, li 23 Luglio 1906 Devot..mi Francesco
Mandelli e fratelli.”
25.07.1906
A neanche una settimana dall’incendio veniva convocata
l’ispezione e la trattativa di fabbrica
“Currenda(5)"
I signori Mandelli Francesco e fratelli presentò istanza per la
ricostruzione ed alzamento della copertura della propria Casa N
35_ testè incendiatasi.
Onde passare alla prescritta ispezione e trattativa di fabbrica,
questa Deputazione Comunale in base al art 46 del Regolamento
edificio del 15 ottobre 1900- ordina un Commissario sopra luogo
per il giorno di Venerdì 27 luglio ore 3 ½ pomeridiane- al quale
s’invitano a intervenire anche i confinanti onde far valere le
loro eventuali ragioni ed eccezioni a scanso di preclusioni
Dal Comune di Nago-Torbole 25 luglio 1906
Il Capo Comune Polidoro.
27.07.1906
Tempismo di altri anni, nel giro quindi di una decina di giorni
dall’incendio e già pronto un:
“Protocollo(6) aperto nella Cancelleria di
Torbole, 27 Luglio 1906.
Oggetto: In seguito ad Istanza di Mandelli Francesco e fratelli
tendente ad ottenere il politico permesso di ricostruzione della
copertura[...](7)”. I confinanti, Ing.
Stefenelli Pietro, Fam. Montagni Giuseppe e Eredi Bertamini
Giovanni espongono dettagliatamente tutte le loro eccezioni. In
cocnclusione: Il perito Mandelli Antonio non ha nulla da apporre
al progettato alzamento[..]. Il Capo Comune presidente della
commisione[..] la progettata fabbrica è ammissibile nei pubblici
riguardi.
29.08.1906
Accolta la domanda i fratelli Mandelli presentano il progetto
definitivo
“Lodevole Municipio(8)“, Con riferimento
al recente decreto municipale col quale veniva accordata la
ricostruzione ed alzamento[..] i sottofirmati si pregiano ora
produrre il progetto definitivo del meditato restauro[..].
Torbole, 29 Agosto 1906. NB Il caseggiato verrebbe adibito ad
uso trattoria ed albergo. Fratelli Mandelli fu Francesco. ” |
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Per la
prima volta viene sottoscritta ufficialmentre la volontà di
realizzare sulla vecchia casa-osteria un albergo in senso
moderno come il progetto inequivocabilmente mostra |
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foto su vetrino 1900 circa
Progetto del 1906(9) |
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03.09.1906
Viene approvato il progetto definitivo |
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“Protocollo(10) nella Cancelleria Com. di
Torbole 3 Settembre 1906.
[..]Il perito non ha nulla da opporre a condizione che venga
costruito giusto il progetto ed a regola d’arte.
Il Capo Comune [..] nulla ha da eccepire[..].” |
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18.02.1907
I fratelli acquistata la casa della famiglia Montagni (ora ala
nord-ovest dell’hotel) ne chiedono la ristrutturazione ed
adattamento al resto del progettato Hotel Benaco. |
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“Lod.
Comune di Nago - Torbole.
[..]con riferimento al permesso di fabbrica già ottenuto[..] si
produce un nuovo progetto in doppio esemplare per la
ricostruzione della propria casa già Montagni al Civ. 34
confinante con loro stessi[..]
Torbole 18 febbraio 1907
Fratelli Mandelli fu Francesco.” |
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Permesso
che viene accordato il 7 marzo |
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Sezione del progetto Hotel Benaco 1906 |
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07.03.1907
Viena approvato il progetto, ma iniziano delle controversie con
gli eredi Bertamini.
E’ interessante a questo proposito notare come l’antica
struttura a “volta” di molti locali fu cancellata a scapito del
più moderno stile neoclassico. Questo aveva preoccupato non poco
i vicini che temevano per la stabilità dei muri di confino. |
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Protocollo(11)
nella Cancelleria Com. di Torbole 7 Marzo 1907
[..]Per i confinanti sig.i Bertamini[..]. Si oppone poi alla
demolizione dell’avvolto reale che forma l’ingresso alla nuova
fabbrica perchè con tale opera viene indebolita e messa in
pericolo la muraglia a mezzodì dei confinanti[..].
Il Capo Comune [..] è ammissibile nei pubblici riguardi[..].” |
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In ogni caso fu
completamente stravolta l’antica e certamente più caratteristica
architettura dell’edificio.
09.06.1908
A ventun mesi dall’inizio dei lavori di ricostruzione i fratelli
Mandelli arrivano alla conclusione dei lavori. Per la prima
volta si accenna al nome dell’hotel: sarà Benaco. |
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“Istanza(12)
Onorevole Municipio!
I sottoscritti si permettono avvertire che il nuovo fabbricato,
uso albergo (Hotel Benaco) di loro proprietà situato in Via del
Porto e Piazza Nuova, è ora completamente ultimato e pregano che
sia loro rilasciata:
a) Il decreto di ultimazione
b) Il decreto di abitabilità. Confidando di ottenere una
sollecita[..].
Torbole, li 9 Giugno 1908.
Francesco Mandelli e fratelli.”
Rilasciato consenso di abitabilità e ultimazione [..] il giorno
15 Giugno 1908.” |
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11.07.1908
Ultimati i lavori del complesso centrale dell’hotel Benaco viene
presentato il progetto di fabbrica della terrazza ad ovest.
Purtroppo non ci resta che un parere dell’Capitanato
distrettuale in merito a questo progetto che rientrava
certamente nelle esigenze irrinunciabili di un hotel dell’epoca.
Un turismo fatto più di lunghi soggiorni e visioni forti che di
vita sportiva. L’hotel Benaco doveva quindi offrire un balcone
sul lago cosa che riuscì perfettamente. Pensiamo infatti che
all’epoca il lago rientrava molto di più verso nord in via
Benaco e le case e gli alberi che ora ostacolano la vista dalla
terrazza non c’erano. |
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Al
sign. Capo Comune Riva 11 Luglio 1908 |
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Foto terrazza-veranda hotel Benaco 1908
collezione Hotel Benaco |
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06.11.1908
Viene fatta domanda per alzare la casa su piazzetta benacense,
facendola rientrare come uso Dependace dell’Hotel Benaco. |
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1910 c l’altro Hotel gestito dalla famiglia Mandelli a
Torbole: l’albergo Trentino |
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1908
L’INAUGURAZIONE DEL NUOVO HOTEL BENACO |
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1908 primo depliant dell’Hotel Benaco si noti la foto in
basso quanto il lago rientrava rispetto all’oderna stradina |
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Possiamo
quindi ragionevolmente porre al giorno 15.06.1908 l’apertura
ufficiosa dell’hotel Benaco, poichè infatti di aperture
ufficiali ce ne furono almeno due: una il 22.07.1908 e l’altra
il 20.09.1908. |
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Da
“L’Eco del Baldo” 21.07.1908: “Domani avrà pure luogo
l’apertura del nuovo Hotel Benaco, che sorge sul porto. Il nuovo
albergo, messo con molto lusso, è diretto dai fratelli Mandelli
i Torbole, ai quali auguriamo buona fortuna.
Da “L’Eco del Baldo” 21.09.1908: “Ieri alle 14 ebbe luogo
la solenne inaugurazione dell’hotel Benaco con l’intervento
della vostra brava Banda Cittadini, fra vari invitati ed una
folla grandissima di cittadini, in gran parte di Riva. Tutte le
sale e la terrazza erano stipate.
I pezzi del bellissimo programma musicale furono calorosamente
applauditi. Per tutta la giornata ha continuato il movimento
nell’ albergo. Ed ora auguriamo agli intraprendenti Fratelli
Mandelli fu Francesco i migliori affari, perchè veramente
meritano e l’elegante albergo merita tutte le fortune. |
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Qualche
giorno prima dell’apertura ufficiale del 21.09.1908 ci fu una
visita da parte di qualche redattore dell’ ”Eco del Baldo” che
ci ha lasciato una interessante e accurata descrizione di come
si presentava l’hotel Benaco all’apertura.
Davvero una fortuna che toccò pochi alberghi della zona quella
di una così dettagliata e precisa descrizione e pubblicità,
sicuramente le non celate idee irredentiste della famiglia
Mandelli aiutarono. |
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Da
“L’Eco del Baldo” 17.09.1908: “..Abbiamo voluto visitare
minutamente l’albergo e siamo rimasti ammirati per la proprietà,
l’eleganza, le comodità, tanto che può gareggiare con alberghi
di primo ordine per il comfort che possono trovare i forestieri.
I signori Mandelli da lungo tempo accarezzavano l’idea
dell’erezione di un albergo nazionale a Torbole e l’incendio di
due anni fa è stato quello che ha data la .. .Il signor Annibale
Sforzellini è stato il progettista e l’imprenditore dei lavori.
Egli con una pazienza ed una intelligenza ammirabili ha saputo
sulle fumanti rovine della casa alzare l’albergo, dovendosi
servire però dei muri maestri rimasti intatti. E qui sta il
merito, perché ha saputo dare al nuovo fabbricato una tale
progettazione che tutti i locali sono disobbligati e l’albergo
oltre essere provvisto al pian terreno di un caffè, di una sala
..ria e -con ingresso completamente separato- di un’osteria, e
al primo piano di una elegantissima sala da pranzo, di una
recentissima sala di lettura, gabinetti particolari, ecc.;ha
inoltre trenta stanze da letto, in gran parte al presente
occupate. Il mobiglio fornito dal sig. Vigilio Baroni,
proprietario dell’Emporio Commerciale Tridentino di Riva, è di
molto lusso, quale raramente si vede in altri alberghi di
maggiore importanza. E’ tutto mobiglio di Vienna, così pure i
tappeti, i tendaggi, i quadri, gli eleganti vasi che in ogni
luogo si trovano. Le pitture semplici ed eleganti furono
eseguite dal Ferrari di Riva, un artista moderno che lavora con
molta coscienziosità. La ringhiera è un vero capolavoro del
Furioli di Torbole. Le stanze da letto poi sono elegantissime ,
quasi tutte con mobili chiari , con eleganti toilettes in marmo
con accessori in finissima porcellana. Al primo piano una
terrazza in cemento armato si protende sopra il giardino di casa
Stefenelli (oggi Hotel Geier ) , da dove si domina l’incantevole
lago. Anche dalla parte principale, sebbene la casa vicina
sporga, la vista del lago non è tolta, perché si vede tutto il
porto, fino oltre il pontile del piroscafo. L’albergo ha una
cucina sempre fresca, munita di varie vivande, confezionate da
una bravissima cuoca pure di Torbole. I signori Mandelli
meritano tutti gli elogi, perché hanno dotato Torbole di un
elegante albergo nazionale, ben condotto, e meritano di essere
incoraggiati, perché pieni di iniziativa e di slancio. Auguriamo
quindi che le comitive di rivani ed archesi, che fanno spesso
capo a Torbole frequentino d’ora in poi l’Hotel Benaco, dove
troveranno ogni ben di Dio. Se Torbole avesse diverse persone
come i fratelli Mandelli, in pochi anni il paese avrebbe uno
sviluppo enorme. A loro gli auguri nostri vivissimi per ottimi
continui affari.” |
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L’attivita
dell’hotel Benaco fu fino alla Grande Guerra sicuramente serena
e remunerativa. Era si un albergo per forestieri, ossia turisti
da fuori, ma si coniugava anche felicemente con feste ed
avvenimenti che coinvolgevano tutta la comunità. Bisogna anche
pensare che allora erano ancora pochi gli alberghi a Torbole e
quelli che si fregiavano del titolo di “Hotel” erano solo tre.
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Da
“L’Eco del Baldo” 23/02/1909 “Ieri sera all’Hotel Benaco
ebbe luogo una festa da ballo con intervento di maschere che
durò fino a stamane alle 5 senza alcun incidente. La festa fu
brillantissima.” |
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Foto scherzosa famigliare sulla carrozza dell’Hotel Benaco
nel cortile dell’odierno. |
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Da
“L’Eco del Baldo” 3/10/1909: “Con domani nel giardino
dell’Hotel Benaco cominceranno le rappresentazioni del
cinematografo “Elsa”. Auguriamo buoni affari.”
Da “L’Eco del Baldo” 10/06/1912: “Il prof Ghirotti
all’hotel Benaco. Ieri sera nella sala partèrre dell’hotel
Benaco ha avuto luogo una straordinaria Veglia Misteriosa del
noto artista Prof Ghirotti. La sala era stipata di gente accorsa
per passare due ore di lieto godimento e per ammirare la bravura
veramente singolare, dimostrata dall’egregio professore.
Piacquero moltissimo tutti gli esrecizi e giuochi compiuti, in
particolar modo è stato assai gustoso quello dei nomi e relativi
numeri, in cui il prof. Ghirotti dimostrò di possedere una
memoria strabiliante. Anche il della cenere nera da cui fece
scaturire innumerevoli pezzettini di carta, poi un numero
infinito di bandierine, infine un bandierone di quasi due metri,
riscuotendo generali applausi degli spettatori, che estasiati e
attenti assistettero al giuoco |
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Cartolina pubblicitaria 1910 c. si noti sul retro dell’Hotel
come il lago avanzasse notevolmente, rispetto l’odierno fronte,
di almeno 30-40 metri |
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L’hotel si
trovava su tutte le principali guide dell’epoca dove partecipò
anche con inserzione pubblicitarie.
Una delle prime pubblicità dell’hotel Benaco sulla “Guida di
Riva-Torbole e dintorni” ed.F. Miori del 1911. |
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Da “Guida del trentino” di Cesare Battisti 1913 :Hotel
Benaco-25 stanze -Grande terrazza-Bagni-Camera oscura-. |
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Schedina di Notifica 1912 c. |
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1915-1924
l’abbandono il confino in Austria ed il ritorno LA PRIMA GUERRA
MONDIALE |
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Nel 1915
iniziano i drammi per la famiglia: lo scoppio della guerra che
vide l’intera famiglia profuga prima a Groß-Sieghart in alta
Austria e poi ad Heiligenberg sempre in Austria.
Ma soprattutto la morte di Giulia Mandelli (1847-1915) che era,
secondo testimoni come la nipote Vittoria Mandelli (1906-1991),
la vera mente imprenditoriale e ragioniera della ditta Mandelli.
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Passaporto austriaco di GiovanniBattista Mandelli (nonno
materno di Giovanni Nodari) |
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Con il
ritorno dall’Austria la famiglia si rimboccò le maniche
imbastendo le pratiche per ricevere contributi e danni di guerra
(ingenti soprattutto per le colture abbandonate da anni)(13)
ma nel 1920 un altro dramma colpì la famiglia con la scomparsa
immatura di Francesco Mandelli (1852-1920) che lasciò la
bellezza di dieci figli e una moglie che morì di li a poco.
Della ditta Mandelli non restavano che Giovanni Battista
(1854-1934) e PietroLino, che si videro costretti, anche a causa
della la massa erditaria dei dieci figli ancora minorenni di
Francesco, a procedere alla divisione del patrimonio della
famiglia.
Tutte le proprietà furono divise, come ancor oggi risulta
dall’archivio di famigli conservato fino al 1991 da Vittoria
Mandelli e poi dal nipote Claudio Nodari. Ma se in un primissimo
accordo(14) risulta diviso anche
l’hotel Benaco (a favore dei minori) nell’atto di divisione
definitivi l’hotel Benaco resta stranamente indiviso fra le
parti sia per l’immobile come per la proprietà dei mobili(15).
Forse temevano che affidare completamente l’hotel al tutore dei
minori fosse frettoloso? Probabilmente si, ed in ogni caso con
l’affitto dell’Hotel si sarebbe potuto garantire un futuro ed
uno studio a quei nipoti orfani.
L’albergo fu in ogni caso restaurato nel 1923 dalla ditta
Ottavio Merli di Riva(16) di cui ci
resta il dettagliato e prezioso “Preventivo”.
Cosa produsse un evento bellico come la prima guerra mondiale
sull’hotel Benaco? Danni per 15.000£ del 1923 all’edificio e di
.7.300£ per il mobiglio.
Quello che appare nel dettaglio del preventivo, di ben 31
pagine, è che non ci furono danni alla stabilità dell’edificio
ne danni o razzie tali da impedire il restauro delle cose
lasciate.
Unici segni di violenza erano le vetrate rotte, qualche breccia
nei muri, macerie da sgomberare anche ai piani, selciati da
rifare ma nulla di catastrofico. |
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Esempio di fattura per riparazione datata 1924 |
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Gli anni degli
affitti 1924-1939 “L’INVENTARIO GENERALE HOTEL BENACO -TORBOLE” |
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L’hotel Benaco ebbe un primo periodo di affitanze
tormentate, passò nel giro di pochi anni in mano ad un certo
Rulfini(17), nella stagione 1924/25
sicuramente al sig. Camillo Wenzel (Wiener ossia viennese) al
sig. Sigurtà Guido di Riva che lo passò al sig. Carlo Hermel(18).
Dal 13 Aprile 1927 l’hotel fu affittato per 18.000 £ annue alla
Fam. Mörtl(19), mentre l’anno
precedente era stato affittato per 24.000 £. Segno di una
recessione economica generale galoppante. |
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1930 Torbole turisti al lago |
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Costretti
dagli eventi ad affitare l’albergo fu necessario inventariare
nei più piccoli dettagli le proprietà mobili dell’albergo. Una
fortuna per poter ricostruire la storia dell’Hotel Benaco il
ritrovamento dell’ “L’inventario generale Hötel Benaco
-Torbole”(20). Un quaderno di
ben 80 pagine numerate che ci tramandano fedelmente
l’organizzazione di un albergo degli anni venti a Torbole.
Ed è su questo nitidissimo documento, databile intorno 1924, che
vale la pena come su di una foto soffermarsi per ammirarne i
dettagli più interessanti. |
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1934 Hotel Benaco arrivo di facoltosi turisti in taxi |
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LE
CAMERE
Letti in faggio. Letti in olmo. Letti in ferro. Letti in noce.
Letti in quercia. |
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Oltre ai
materiale cambiano poi le gli stili, nella regola della massima
diversificazione e personalizzazione, lo stesso materiale del
letto era poi usato per i comodini, gli armadi i tavolini le
sedie e per la pettiniera: |
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Faggio massiccio, tipo Vienna lucido. In noce con bassorilievi.
In ferro a smalto bianco. In noce americana. In faggio rosso
Slavonia. |
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Ogni
stanza era poi arredata con un lavabo di vari tipi e dimensioni
,es.: |
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“a
due battenti con due cassetti con marmo da cm 110x50 con alzata,
piastrelle in porcellana con specchio 75x 44 faccettato”. |
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L’illuminazione era assicurata da una sola lampada mentre era
presente in ogni stanza una suoneria.
C’era poi: |
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Un
tappeto. Una poltroncina imbottita. Spesso una ottomana (antica
specie di divano letto). Tendine, con bastoncini in ottone ,briss
pis.Un vaso da notte ed una brocca fioriti. Uno specchio liscio.
Un quadro con cornice. |
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I
BAGNI |
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Ogni piano
disponeva di un bagno comune composto da due locali
rigorosamente distinti : il bagno per la pulizia personale e il
W. Closset (sanitario). Ecco la disposizione dei bagni |
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Una
vasca di zinco verniciata con caldaia. Lavandino fisso in
porcellana. Bidet (Tonet) con recipiente porcellana. Taccapanni
a gancio. Gratticola per i piedi in larice. Lampada elettrica
con tulipano in vetro e suoneria con lampadina.Porta asciugamani
ottone. Porta sapone e un due porta spugne. |
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depliant 1930 |
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depliant 1930 |
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Sala direzione nell’Inventario Generale dell’Hotel Benaco
1924 c. |
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ATRIO AI PIANI |
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Da notare
come ogni piano aveva un atrio allestito a salottino-disbrigo
per i clienti, composto da: |
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Soffà con braccioli. Taccapanni a colon(n)a (si nota a volte un
italiano sgrammaticato).
Fontana in ghisa.Quadri paesaggi senza vetro 65x53 con cornice
stampata in gesso. Un Porta spazzole.
CUCINA
Pentole e Paioli di rame (da 3,4,5,10 Kg). Teglie (di
rame,smalto castagno o azzurro, alluminio). Padelle. Baccine.
Collabrodo. Tortiere. Pignatelle. Forma da budino. Minestri.
Palette. Graticole. Stamp. Setacci. Forchettoni. Pesciere.
Sgocciolatoi. Forbici. Coltelli (40!).Una Canarola. Un
inaffiatoio lamiera zincata.Taglia burro. Sveglia. Macchina per
gelati con tubo completo. Macchina del caffe, 10 Kg, di rame.
Macchina a petrolio. [..]
DISPENSA
170 piatti spari. 170 piatti dessert. Tazze, salsiere, zuppiere,
piatti di vetro, damigiona da 30 l.
MOBILIO
(nel senso di credenze ed attrezzature varie).
Banco della birra con tre battenti, colonna a due spine con
regolare serpentina di stagno e coperchio zincato.Macchina a
pressione di acqua p. birra più due pompe a mano in
ottone.Ghiacciaia.
LOCALE V° NEL CORTILE
Stalla, un reparto per maiali con mangiatoia una greppia per
cavalli a corpo.
LOCALE VI° NEL CORTILE LISCIAIA
(Lavanderia)
Vasca in legno mt 2x80. Due graticole di ferro zincato.Caldaia
mobile con forno in ferro, paiolo in rame diametro 0.70x0.60.
Altra caldaia fissa con paiolo diametro 1.00x0.85 con relativa
spina d’acqua
GARAGE
Banco a cassetti da m. 2x0.83.
CANTINA
Ghiacciaia vecchia a corpo. Travetti da m 2.85x 18/10. Piccoli
fusti a corpo. Un manometro.
SALA DIREZIONE
Scrivania con alzatina a cinque cassetti in noce con gambe curve
da m. 1.28x0.71 con tela cerata verde. Scrivania [..] con
balustrina acolonnina. Un tavolo in noce americana stile Luigi
XV° con doppio coperchio apribile con panno rosso da m.
0.61x0.61 . Due poltrone in legno nero mantato con stoffa verde.
Cassaforte usata della Ditta Wiese & Comp. Wien. Tabella
verniciata nera filettata rossa da N°1 al 39 da m.1.20x0.85.
Quadri con stampa paesaggi d’Africa. Lampadario in ferro battuto
stile vecchio con lampadina da 200 candele. Portacarte in vimini |
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Sala lettura dell’Hotel Benaco 1925 c |
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RISTORANTE AD EST
Bigliardo in noce, marmo doppia marca (Serfert) da m 2.55x1.50 .
Sei stecche e un portastecche. .Sei biglie in avorio.
Due quadri immagine Reali con cornice nera a vetro da cm
67x53[..]. Due ombrelloni parasole a quattro bottoni.
ATRIO PIANO TERRA
(Ingresso principale)
Consol stile Luigi XIII con base e vaschetta in zinco.Bandiera
nazionale e asta con scudo. Quadro per reclame. Due tavoli e
cinque poltrone in vimini. Un armadio in abete tinta noce a due
battenti con vetro e n° 10 vetri per lettere clienti.Una
suoneria per chiamate.
TABELLE RECLAM
Una a Mori. Una alla stazione di Nago. Una infissa nella casa
Perugini. Una al pontile. Una ????.Una????
CORTILE INTERNO
Vaso in legno con palma.
CORTILE ESTERNO
Una vasca con coperchio per vivaio pesce. Sei vasi con piante
(alloro ecc.).
PREPONTE COPERTE E PIUMINI
Sette piumini, peso di tutti assieme kg.27.
SALA MANGÈ
Sessantasei sedie Tonet curvate con sedile in legno in faggio.
Lampadario in ottone a cinque braccia, cinque tulipani. Quattro
bracci da parete con otto tulipani[..]. Una colonna per vasi in
gesso, una in terraglia e una di porcellana. |
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Sala da pranzo dell’Hotel Benaco 1925c |
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SALA PIANOFORTE
Un piano azionato a motorino elettrico, anche con tastiera a
mano, con due braccioli in ottone[..]in legno mogano lucidato
con 24 pezzi musica.
Ventiquattro sedie Tonet[..].Poltrone,poltroncine. |
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TERRAZZA
Dodici tavoli in abete semplice.Cinquantun sedie.Trentotto vasi
in terracotta.Otto tendoni mt 24x3[..]. Un ombrellone in tea
blea e disogni gialli.
CAMERA FOTOGRAFICA OSCURA
Un tavolo sul muro fisso cm 168x50.Una vasca di legno foderata
di zinco cm 57x42 con impianto acqua corrente. Luce elettrica
con lampadina rossa[..].
FACCIATA AL PORTO
Tre bracci con tre paloni di vetro.Un portabandiera [..].
ARGENTERIA
Un secchio Champan(Champagne). Novanta forchette[..].
Ottantasette coltelli.
UFFICIO
Dodici libri conti. Un libro consuntivo conti. Carta e buste da
lettera Hotel Benaco. Prospetti Benaco. Fogli soggiorno
stranieri. |
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Libretto al risparmio anni 1925 c.
Etichetta per bagagli anni 1930 c. |
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Pubblicità 1926 |
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Album fotografico di turisti a Torbole 1930 |
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1929 sullo sfondo arrivo della strada statale , il porto
vecchio viene ridotto |
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La macerie delle case in piazza Benacense demolite per far
passare la statale gardesana 1929 |
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1929 Torbole turisti al lago |
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1929 Torbole turisti con gli ombrellini da sole allora di
moda |
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1930 la nuova Auto-Gardesana è stata aperta.... |
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Hotel benaco anni 1930 cerimonia pubblica
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La
gestione dell’Hotel Benaco affidata alla famiglia Hans e Hilde
Moertl fu un momento fortunato pur nelle difficoltà che il
ventennio fascista portò nel turismo. A fine anni venti per ben
due anni il re Alberto del Belgio prenotò il primo piano
dell’Hotel con l’annessa terrazza. Il re era un appassionato
alpinista e frequentatore del Trentino e delle Dolomiti, ma
evidentemente fu attratto anche dal Garda. |
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Lavandaie sul porto vecchio oggi Piazza Alpini
Il re alberto del Belgio in una cartolina d’epoca |
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La
famiglia Mörtl, boema, rappresentata da Hilde Mörtl, condusse il
Benaco fino al 01.01.1939 dopo di che la ditta passò ad Ilario
Mandelli(21) e minori di Francesco
(deceduto nel 1920 lasciando dieci figli). Le pressioni della
famiglia Mandelli per riavere la gestione diretta dell’Hotel
furono propiziate dalla decisione della famiglia Mörtl di
ritornare a casa dove purtroppo a causa della loro fede ebraica
finirono in un secondo tempo per essere sterminati. Secondo le
testimonianze che si sono potute raccogliere in paese non è ben
chiaro se ad opera dei nazisti o nell’epilogo della guerra dai
sovietici che avanzavano verso la Germania.
Sta di fatto che la famiglia rimpiangerà a lungo la conduzione
Mörtl che portò l’Hotel benaco al suo apice qualitativo. Sembra
che Hans Mörtl fosse arrivato a Torbole per lavorare come
cameriere presso il Grand Hotel Torbole e poi aveva trovato
l’occasione di gestire il Benaco tramite il sensale della
famiglia Mandelli, come risulta da una ricevuta pagata in tal
senso. |
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1939-1945 la fase bellica: ospitare operai italiani e truppe
tedesche LA
SECONDA GUERRA MONDIALE |
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La seconda guerra mondiale vede l’hotel Benaco
nuovamente nelle vicende belliche: prima affittato al dopolavoro
aziendale della “Aeroplani Caproni”(22)
che operava nella galleria Adige-Garda, poi arrivò la
Kriegsmarine, la marina tedesca in ritirata verso la Germania,
con il suo misterioso minisommergibile attraccato nel porto di
Torbole. |
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1944 soldato tedesco convalescente a Torbole
Torbole onda sul porto anni 30’ |
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Di questo
episodio ci resta una toccante testimonianza che Antonietta
Simonati ha inserito nel suo romanzo “L”(23): |
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Era l’estate del ‘44 . Glia alberghi erano chiusi o requisiti.
Dalla finestra della mia stanza vedevo il cortile del “Benaco”
dove era sistemata la “Kriegsmarine”.
Il pommeriggio, ragazzi molto giovani sbucciavano montagne di
patate,cantando motivi militari.Avevano allestito un lungo
tavolo sui cavalletti; sul tavolo c’erano le patate, a distanza
uguali, per terra le tinozza e i cesti per le bucce.
I ragazzi cantavano continuando il loro lavoro con sveltezza e
precisione.
Indossavano dei camici grigioverdi da fatica. Erano in parte
rapati o con capelli cortissimi. Qualche volta arrivava un
graduato che li esortava a fare presto. Certo aggiungeva qualche
frase spiritosa perchè i ragazzi smettevano di cantare e
ridevano dandosi gomitate e lanciandosi qualche patata: poi
riprendevano a pelare cantando.
Erano marce dal ritmo veloce e cadenzato. Le patate erano
lestesse che cucinavamo noi, sane e saporite, che si coltivavano
nei campi lungo il Sarca.
La sera i ragazzi trasportavano i rifiuti: bucce e scatolette di
carne. Spingevano il carro avviandosi verso le pendici del
monte, dov’era una specie di fossa adibita a immondezzaio.
Al ritorno si toglievano il vestito da fatica, indossavano
calzoncini e uscivano dalla parte opposta dell’albergo per
dirigersi verso i bagni “Nones”.
Si tuffavano dal trampolino e risalivano molti metri più avanti,
allontanandosi con crawl perfetto.
Li sentivamo ridere, di gola, come se gorgogliassero;
ascoltavamo i loro richiami fatti con la voce un po' fessa degli
adolescenti.
Erano i puteloti del “Benaco”.
I canti che accompagnavano la mondatura dei tuberi durarono due
mesi circa .
Un pommeriggio feci appena in tempo a vedere l’ultimo camion di
militari avviarsi verso la vecchia strada di Nago. La
“Kriegsmarine” si trasferiva in Austria.
I ragazzi avevano passato parecchie notti a ripulire l’albergo.
Non avevano avvicinato nessuna donna del paese. |
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Torbole visto dal monte Brione anni 1930 c. |
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Torbole primavera 1940: Vittoria Mandelli in Nodari
(1906-1991) con il primogenito Giovanni Antonio |
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Che i
militari tedeschi utilizzarono come base anche l’hotel Benaco è
quindi certo e risaputo, anche da testimonianze di reduci
tedeschi che visitarono da clienti l’hotel fino a tutti gli anni
1995-2000.
L’arrivo degli americani nell’aprile del 1945 fu preceduto da
violenti giorni di guerra sul lago e sulle pendici del Baldo.
Fino al 30 aprile i tedeschi ancora si difendevano lanciando
razzi contro gli alleati.
L’Hotel Benaco curiosamente non subì molti danni pur avendo
davanti a se il porto dove stazionava un piccolo sommergibile da
ricognizione. In questa eccezionale foto di guerra si vede lo
sbarco degli americani costretti ad usare i mezzi anfibi poiché
i tedeschi avevo fatto saltare con la dinamite parti di gallerie
prima di Torbole. |
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Torbole 1945 aprile combat-foto sbarco di anfibi americano
davanti all’Hotel Benaco |
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Il secondo
dopoguerra 1951-1979 LA GESTIONE DI “NIDA” LEONILDE MANDELLI |
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Dopo un sommario restauro negli anni 1949 e 1950
nel 1951(24) l’azienda fu
denunciata a nome di Leonilde Mandelli (figlia di Francesco
Mandelli(25) 1852-1920) che
condusse l’azienda fino al 01.07.1979 quando cessò l’attività
“per chiusura definitiva dell’esercizio e ritiro dalla attività”(26).
Le peripezie del secondo dopoguerra della gestione dell'hotel
Benaco furono determinate in parte dalla frammentazione della
proprietà e d’altra parte dalla scarsezza dei soldi disponibili.
Ciò impedì un radicale intervento sull'edificio ormai vetusto e
malandato dal tempo e dall'incuria. Se gli alberghi si erano
salvati nel ventennio fascista dalla crisi economica era perchè
la gestione familiare permetteva risparmi non sopportabili da
strutture come il Grand Hotel Torbole che invece chiusero o
furono alienate. |
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Anni sessanta: Nida Mandelli seconda da sinistra con tre
dipendenti |
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Ma anche
per l'hotel Benaco si videro dal 1949 alla riapertura dopo la
guerra le avvisagli di una crisi profonda senza soluzioni
rapidissime.
Nel 1954 con l’avvento della televisione il primo apparecchio a
Torbole fu proprio quello dell’Hotel Benaco dove molti si
radunavano per ammirare le prime trasmissioni.
Come per molti alberghi storici di Torbole gli anni settanta
decretarono una lenta agonia per quelle strutture incapaci di
rinnovarsi e ripartire verso quel ciclo virtuoso che furono gli
anni ottanta. |
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Rinfresco “anni sessanta” all’ Hotel Benaco si tenevano anche
comizi politici. Memorabile si disse l’arrivo di
Fanfani con scaramucce fra i democristiani. E i balli che al
primo piano si tenevano negli anni 50 e 60 del novecento. |
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Ma già dai
primi anni sessanta su insistenza di Vittoria Mandelli
(1906-1991) nostro nonno Antonio Nodari (1898-1995) cominciò ad
acquisire quote della proprietà dell'Hotel, che ormai si
contavano a dozzine, da parenti che minacciavano di vendere
fuori dell'ambito familiare.
Acume imprenditoriale latente o forse nostalgia della grande
famiglia del primo novecento con tutti i suoi contrasti ma anche
i suoi valori che nonna Vittoria voleva conservare?
I passi vennero fatti in rapporto alle gambe senza dissanguare
la famiglia di Vittoria Mandelli che sul finire degli anni
settanta portarono alla conclusione dell'acquisto per quasi il
80%.
L'hotel Benaco rimase comunque aperto fino al 1979 seppure con
un chiaro e costante declino per mancanza di ristrutturazioni.
Poi l'epilogo con la chiusura dell’albergo nel 1979.
Nida (Leonilde) Mandelli, nata in Austria nel 1917 durante al
confino politico della famiglia durante la prima guerra
mondiale, si spegneva nel 1982. |
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Torbole via Benaco nel 1950 c.
Depliant 1954 |
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La
chiusura dell'Hotel per tutti gli anni ottanta fu certamente una
sconfitta, commercialmente parlando. Si perse l'onda di una
nuova ripresa data dal turismo di massa sempre che praticava
data la costanza dei venti e la bellezza del Garda il windsurf e
la vela. Solo nel 1988 dopo anni di attesa fu costituita la
società Nodari Giovanni e C. sas, che portò a compimento la
totale ricostruzione e restauro dell'edificio. |
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Conto di ristorante anni 1960
c.
1958 Giovanni Nodari primo a destra, con i fratelli Dario e
Fernando Piconese |
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1980-2008 Storia
recente il restauro e la riapertura |
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Il restauro dell’Hotel Benaco ha inizio
nell’autunno del 1988 e si conclude nell’aprile del 1990 |
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Inizio dei lavori di ristrutturazione febbraio 1988
Estate 1988 demolizione del tetto e consolidamento struttura |
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Ci stiamo
avviando al termine della piccola storia dell’Hotel Benaco.
Siamo giunti alla riapertura del 1990 potrebbe essere la quinta
ma anche la sesta o la settima generazione di albergatori. Dal
1990 l’Hotel Benaco contava su una decina di persone, oltre alla
famiglia, che vi lavoravano. Lontani i tempi dove i
collaboratori erano tutti compaesani oggi ci sono molti
collaboratori che vengono da lontano per il tempo della stagione
da marzo a novembre e poi ripartono. Il 1990 ed il 1991 furono
due anni molto difficili. Non avevamo ancora realizzato bene il
fatto che l’hotel stava nel centro del paese. Venivamo
dall’Hotel Baia Azzurra che è fra Riva e Torbole in una piccola
oasi di pace. Il primo anno eravamo storditi. Passavano qui
davanti centinaia di persone, tutte che entravano, chiedevano,
volevano qualcosa. Si dovette cambiare mentalità e ci vollero un
paio di anni. Qui era un porto, tutti entravano: da quello che
voleva il biglietto del teatro, a quello che chiedeva qualcosa
d’altro. Solo col tempo abbiamo preso le misure. Dal 1995 al
2001 abbiamo aperto un centro di noleggio di mountain bike di
ottimo livello. Era un ramo d’azienda, forte caratterizzazione
dell’albergo, avevamo firmato un contratto con la Cannondale, la
Mercedes delle due ruote, proprio nel momento del boom della
mountain bike, soprattutto per la clientela tedesca. Ci diede
grossi risultati soprattutto di immagine e di clientela
fidelizzata. Abbiamo cercato poi di recuperare al meglio il
ristorante e di proporre poi anche la pizzeria vista la
clientela sempre più esigente. La clientela è come una piramide.
Alla base si tratta di clienti affezionati, all’70% germanofoni.
Poi un 5% di inglesi e il resto di italiani. Poi i gruppi che
hanno costituito sempre un momento irrinunciabile, specie nelle
basse stagioni: svedesi, finlandesi negli ultimi anni, austriaci
e tedeschi sempre, irlandesi, inglesi. Anche sporadicamente con
l’Est: ucraini, russi, ungheresi, sloveni, croati. |
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2003 si inaugura
la pinacoteca dell’Hotel Benaco |
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Dopo anni di paziente raccolta nel 2003 l’Hotel
Benaco inaugura una collezione di quadri d’epoca di Torbole sul
Garda che mano a mano la famiglia Nodari ha acquisito per legare
ancora di più la sua immagine al territorio. Un omaggio a
Torbole che ha ospitato tanti artisti e poeti, come recitava uno
dei primi slogan turistici degli anni cinquanta.
Le opera oggi esposte sono una quarantina, gli artisti
soprattutto stranieri di fine ottocento e inizio novecento.
Inoltre abbiamo in archivio un’ampia raccolta di cartoline, foto
d’epoca, disegni, libretti antichi e qualche filmato amatoriale
d’epoca. |
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“Torbole am Gardasee” Eliere Rasmussen Eliersen 1827-1912
-collezione Hotel Benaco- |
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L. Kessler 1856 Torbole am Gardasee |
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Paul Flickel 1876 Torbole |
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Peter Woltzke Hafenszene in Tobole am Gardasee 1900
Anonimo 1900 c. |
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Walde Volker 1931 Torbole |
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Le opera
oggi esposte sono una quarantina, gli artisti soprattutto
stranieri di fine ottocento e inizio novecento. Inoltre abbiamo
in archivio un’ampia raccolta di cartoline, foto d’epoca,
disegni, libretti antichi e qualche filmato amatoriale d’epoca. |
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2008
l’anniversario dei cento anni |
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1908-2008 cento anni… sono passati, cinque o
forse più generazioni si sono succedute, l’Hotel Benaco come il
paesello di Torbole sul Garda si sono evoluti. Il turismo da
fenomeno di elite e di rilevanza economica marginale si è
trasformato in preponderante risorsa economica.
Oggi come ieri l’Hotel Benaco è legato ad nome di famiglia ,
Nodari oggi Mandelli ieri, che non ha dimenticato le proprie
origini, i propri momenti felici ed i propri drammi, la propria
storia. Una ospitalità la nostra che vuole essere responsabile,
vera, che è stata dapprima guardinga, talvolta anche diffidente.
Ma che ha saputo evolversi e rendersi accattivante e competitiva
al pari del territorio su cui si è sviluppata.
Termina questo nostro viaggio, proprio quando si affaccia su
Torbole un nuovo sole d’estate quello de 2008, una nuova
stagione e speriamo ce ne siano altre cento! |
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Famiglie
Nodari
Giovanni, Anna, Stefano, Claudio e Lorenzo |
Si ringraziano in particolare:
Pietrolino Mandelli, Lodovico Tavernini, Mauro Grazioli, Luca
Valente, Aldo Miorelli, Graziano Zuffi. Il caro Riccardo Skulina.
Anita Benezeder per la traduzione in tedesco e Gabriele Wittfeld
per le riletture in tedesco.
Il Gruppo culturale “La Giurisdizione di Penede” di Nago-Torbole.
Il comune di Nago Torbole. Le biblioteche di Riva, Rovereto e
Trento per la disponibilità sempre dimostrata.
Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di
Trento.
Dott. Alexander Guano del Tiroler Landesmuseen.
La Fondazione Negri di Brescia.
Il Prof. Dr. Gustaaf Janssens Archiviste du Palais royal de
Belgique.
Ed infine mia moglie Laura Zinetti per il prezioso e faticoso
lavoro fotografico.
Dedico con tanto amore questa piccola ma appassionata ricerca
storico-familiare a mia figlia Alice: con l’augurio che possa
essere nella sua vita una persona felice.
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(1) Testimonianza di Vittoria MANDELLI
(2) Presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”
(3) Da “Guida del trentino” di Cesare Battisti 1913.
(4) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in
Torbole.
(5) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in
Torbole.
(6) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in
Torbole.
(7) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in
Torbole.
(8) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in
Torbole.
(9) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in
Torbole.
(10) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in
Torbole.
(11) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in
Torbole.
(12) Documento conservato presso l’Archivio storico comunale in
Torbole.
(13) Presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”.
(14) Presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”,
datato 1921.
(15) Documento R. Pretuta di Riva sub G.N. 13/29 Torbole
31.07.1926.Copia autent. presso archivio di famiglia “Vittoria
Mandelli”.
(16) Presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”.
(17) Nota stampata sul depliant d’epoca.
(18) Documento presso archivio di famiglia “Vittoria
Mandelli”:”Elenco degli effetti mancanti ed avariati giusto
inventario all’atto di consegna dell’hotel
Benaco al sig. Carlo Hermel, di cui
si tiene responsabile e debitore il cessante sig. Sigurtà Guido
di Riva”. Segue l’elenco dettagliato.
(19) Documento presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”:Avere
di GiovanniBattista Mandelli.
(20) Presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”.
(21) Documento presso CCIA TN :”Ufficio prov. delle corporazioni
. Denuncia d’esercizio presentata il 04.04.1940.”
(22) Documento presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”:
“Contratto di locazione [..]” in carta libera art.4 legge
24.05.1937 . Studio Dott. Carlo
Tappainer.
(23) Antonietta Simonati
(24) cfr Conto spese restauri 1949/50 di Pericle Mandelli
documento presso archivio di famiglia “Vittoria Mandelli”
(25) Documento presso CCIA TN Protc. n° 1792 06.07.1951.
(26) Documento presso CCIA TN Protc. n° 1073/c 05.09.1978. |
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